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3 Settembre 2026
8:00

Grandine in Italia a inizio settembre: ecco dove sono possibili i prossimi temporali

Grandine in Italia nella prima settimana di settembre: ecco le zone dove sono possibili temporali e fenomeni localmente intensi e cosa indicano le previsioni aggiornate.

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Grandine in Italia a inizio settembre: ecco dove sono possibili i prossimi temporali
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La prima settimana di settembre 2026 sarà ancora caratterizzata dal caldo, ma non mancheranno alcune finestre di instabilità. I temporali saranno soprattutto locali e concentrati sulle zone montuose, mentre il resto dell'Italia resterà in gran parte sotto l'influenza dell'alta pressione.

Per la grandine è importante fare una distinzione: a diversi giorni di distanza non è possibile stabilire con precisione quali città verranno colpite. I fenomeni grandinigeni sono infatti molto localizzati e possono svilupparsi rapidamente all'interno dei temporali.

2 settembre: attenzione soprattutto al Nord e al Sud

Le previsioni aggiornate indicano per mercoledì 2 settembre una situazione generalmente stabile, ma con qualche temporale isolato.

La Protezione Civile segnala la possibilità di rovesci o temporali sui settori alpini del Triveneto, Lombardia orientale ed Emilia-Romagna, oltre a fenomeni su Molise occidentale, Campania orientale, Puglia centro-settentrionale e Basilicata.

Per quanto riguarda specificamente la grandine, le previsioni specialistiche indicano la possibilità di fenomeni convettivi isolati soprattutto tra aree alpine, prealpine e alcune zone della pianura settentrionale.

Non si tratta però di una perturbazione estesa: i temporali saranno distribuiti in modo irregolare.

3 settembre: il rischio si concentra al Sud

La giornata di giovedì 3 settembre vedrà prevalere il sole su gran parte del Centro-Nord.

L'instabilità pomeridiana sarà invece più probabile sulle zone appenniniche meridionali, in particolare tra Basilicata e Calabria. Sono proprio queste le aree indicate tra quelle maggiormente esposte ai temporali isolati.

Anche Campania e Molise potrebbero vedere qualche fenomeno, soprattutto nelle zone interne.

In presenza di celle temporalesche più intense non si può escludere la grandine, ma allo stato attuale non è possibile indicare un rischio generalizzato su queste regioni.

4 settembre: instabilità in attenuazione

Venerdì 4 settembre dovrebbe essere una giornata ancora prevalentemente stabile.

Le previsioni indicano una attenuazione dell'instabilità al Sud e un ulteriore aumento delle temperature. Potrebbero rimanere fenomeni residui soprattutto tra Sicilia settentrionale e Calabria meridionale.

Il rischio di grandinate diffuse appare quindi basso.

5 e 6 settembre: torna protagonista l'anticiclone

Il primo weekend di settembre, sabato 5 e domenica 6, dovrebbe essere caratterizzato da condizioni prevalentemente soleggiate su gran parte dell'Italia.

Una certa instabilità pomeridiana potrebbe svilupparsi ancora sui rilievi del Nord-Est, con possibilità di isolati rovesci.

Le altre regioni dovrebbero invece vivere un fine settimana decisamente estivo, con temperature elevate.

Secondo Meteo.it, tra il 5 e il 6 settembre si potranno raggiungere o superare i 35 °C in diverse zone del Paese, con punte di 37-38 °C.

Dove c'è maggiore possibilità di grandine

Riassumendo le indicazioni disponibili, le aree da tenere maggiormente sotto osservazione nei primi giorni di settembre sono:

Alpi e Prealpi, soprattutto tra Triveneto e Lombardia;Emilia-Romagna, nelle fasi di instabilità;Appennino meridionale, soprattutto Basilicata e Calabria;alcune zone interne di Campania, Molise e Puglia;rilievi del Nord-Est durante il weekend.

Questo non significa che tutte queste zone verranno colpite dalla grandine. Si tratta delle aree nelle quali sono previsti temporali o condizioni più favorevoli allo sviluppo di fenomeni convettivi.

La grandine può essere prevista con largo anticipo?

È uno dei punti più importanti quando si parla di grandine.

Una previsione meteorologica può individuare una situazione favorevole ai temporali, ma non può stabilire con una settimana di anticipo che un determinato comune sarà colpito da una grandinata.

La grandine può infatti interessare un'area molto ristretta e dipende dall'evoluzione della singola cella temporalesca.

Per questo le previsioni diventano molto più attendibili avvicinandosi all'evento.

Il caldo rimane il protagonista

La caratteristica più evidente della prima settimana di settembre sarà comunque il caldo anomalo.

Secondo l'Aeronautica Militare, nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre il promontorio subtropicale tenderà a rafforzarsi sul Mediterraneo centro-occidentale, mentre le precipitazioni saranno generalmente inferiori alla media soprattutto al Centro-Nord.

Anche Meteo.it conferma un quadro prevalentemente anticiclonico, con temperature ancora molto elevate soprattutto al Sud e sulle isole.

Nessuna irruzione temporalesca generalizzata

Non è quindi previsto, almeno per la prima settimana di settembre, un passaggio perturbato capace di portare temporali e grandinate su tutta l'Italia.

Lo scenario più probabile è quello di caldo e stabilità intervallati da fenomeni temporaleschi molto localizzati, soprattutto sui rilievi.

È proprio nelle ore pomeridiane, quando il riscaldamento del terreno raggiunge il massimo, che sarà necessario prestare maggiore attenzione nelle zone dove sono previste nubi temporalesche.

Le previsioni potranno ancora cambiare

L'Aeronautica Militare sottolinea che le previsioni oltre pochi giorni hanno natura probabilistica e non consentono di individuare con precisione fenomeni in singole località.

Per questo eventuali allerte per grandine di grosse dimensioni, nubifragi o temporali intensi potranno essere definite soltanto con l'avvicinarsi delle singole giornate.

Al momento, dunque, non emerge un'ondata di grandine generalizzata sull'Italia: i fenomeni più probabili saranno isolati e localizzati, con maggiore attenzione a montagne e aree interne.

Il quadro potrebbe cambiare rapidamente nei prossimi aggiornamenti, soprattutto se l'anticiclone dovesse indebolirsi e permettere l'ingresso di aria più instabile.