Grazie al calo dell’inquinamento, durante il lockdown a Delhi la produzione di energia solare è salita dell’8%

Senza smog, inquinamento atmosferico e polveri sottili i pannelli fotovoltaici della metropoli indiana hanno potuto lavorare di più aumentando dell’8% la produzione di energia pulita.
Sara Del Dot 31 Luglio 2020

Se quando pensi agli effetti che il lockdown ha avuto sull’ambiente ti vengono in mente soltanto acque limpide e piante che crescono ai lati della strada, devi sapere che, forse, i benefici che la nostra assenza ha portato non sono soltanto per il Pianeta ma anche per la nostra vita, in particolare per quanto riguarda la produzione di energia pulita. Eh sì, perché sembra che aver messo fuori gioco il traffico, di terra ma anche aereo, abbia consentito alla luce solare di arrivare in maggiore quantità e con maggior forza ai pannelli fotovoltaici su cui in molti stanno puntando per sostituire i combustibili fossili e proseguire la transizione ecologica.

I risultati concreti dell’impatto ambientale del Covid-19 sulla produzione di energia rinnovabile sono stati quantificati da una ricerca condotta da alcuni esperti, tra cui un professore di energia meccanica del Mit, pubblicata di recente sulla rivista Joule. Lo studio si è concentrato sull’analisi degli impianti fotovoltaici e del calo di inquinamento principalmente nella grande metropoli indiana di Delhi. In pratica, le analisi hanno riportato che mentre i livelli di inquinamento sono scesi del 50% durante i mesi di stop assoluto, quelli di produzione di energia pulita proveniente dal sole sono aumentati dell’8%.

Insomma, con una diminuzione della produzione di inquinamento atmosferico potrebbero beneficiarne anche direttamente gli altri settori della sostenibilità, addirittura con un aumento dell’energia pulita a nostra disposizione.