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27 Gennaio 2021
13:30

Greta Thunberg interviene al World Economic Forum di Davos: “Basta chiacchiere, c’è un pianeta da salvare”

Attraverso un videomessaggio, l'attivista svedese si rivolge ancora una volta ai leader politici mondiali e ai giganti dell'economia e della finanza, colpevoli di continuare a ignorare la crisi climatica in atto e di non prendere misure adeguate per affrontarla: "Veniamo da tre decenni di bla bla bla. Di quanti anni avete ancora bisogno per capire?"

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Greta Thunberg interviene al World Economic Forum di Davos: “Basta chiacchiere, c’è un pianeta da salvare”
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"Non c'è più tempo. Bisogna trattare l'emergenza climatica come una crisi". Torna di nuovo a suonare la sveglia Greta Thunberg, da poco diventata maggiorenne. E lo fa nel tempio dell'élite politico-economica, a Davos, dove in questi giorni si sta tenendo l'edizione virtuale del World Economic Forum. La pandemia ha impedito alla giovane attivista svedese di recarsi di persona nella cittadina svizzera, come invece era accaduto l'anno scorso. Ma possiamo dire che il suo approccio alla questione ecologica non è affatto cambiato. "Non sono qui per parlare di affari o per negoziare. Sono qui per ricordarvi dell'emergenza in cui ci ritroviamo. Sono qui per ricordarvi le promesse che avete fatto ai vostri figli e ai vostri nipoti", ha esordito Greta Thunberg nel videomessaggio recapitato a Davos.

Al centro dell'invettiva della promotrice di Fridays for Future c'è soprattutto l'inerzia della politica. "Oggi ascoltiamo leader e nazioni in tutto il mondo parlare di «crisi climatica esistenziale». Ma anziché prendere azioni immediate, come si farebbe in una qualsiasi emergenza, fissano obiettivi vaghi, insufficienti, ipotetici per il futuro, come le zero emissioni nette entro il 2050", ha incalzato Greta. "Questo equivale a una resa. È come come svegliarsi nel cuore della notte, vedere la propria casa in fiamme, e poi decidere di aspettare 10, 20 o 30 anni prima di chiamare i vigili del fuoco, e intanto vengono etichettati come allarmisti coloro che provano a svegliare le persone. Comprendiamo che il mondo è molto complesso e che il cambiamento non avviene dall'oggi al domani, ma abbiamo alle spalle oltre tre decenni di chiacchiere. Di quanto altro tempo avete bisogno?".

L'attivista svedese sottolinea infine che con la scienza non si può scendere a compromessi e che finché non si tratta la crisi climatica e ambientale come una vera e propria crisi, non potranno mai essere raggiunti risultati soddisfacenti. "Per me la speranza arriva dalle azioni, non dalle parole. Per me speranza è dire le cose come stanno, non mi importa quanto siano difficili da digerire. Non sono qui per dirvi che cosa fare. Dopo tutto, preservare la vita sul pianeta come la conosciamo oggi è un atto volontario. Sta dunque a voi la scelta".

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.