Negli ultimi anni la geopolitica è tornata a influenzare anche il settore dei viaggi. Le tensioni in Medio Oriente, il conflitto tra Russia e Ucraina e l’instabilità in alcune aree del mondo stanno modificando la percezione di sicurezza dei turisti e le rotte del traffico aereo internazionale.
Le conseguenze non riguardano soltanto i Paesi coinvolti direttamente nelle guerre. Spazi aerei chiusi, voli cancellati e collegamenti deviati stanno cambiando la logistica dei viaggi, soprattutto per chi si sposta tra Europa e Asia.
In questo contesto il governo italiano invita i cittadini a informarsi sempre attraverso fonti ufficiali, come il portale della Farnesina Viaggiare Sicuri, che monitora costantemente la situazione nei diversi Paesi.
L’escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti, insieme alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e all’instabilità in Libano e Cisgiordania, sta influenzando anche il traffico aereo internazionale.
Il Medio Oriente rappresenta uno dei principali snodi dei voli tra Europa e Asia. Molti itinerari intercontinentali passano infatti attraverso gli hub dei Paesi del Golfo.
Quando la situazione militare peggiora:
alcune rotte vengono modificate
gli scali vengono cancellati
aumentano i tempi di percorrenza dei voli
In alcuni casi si verificano anche blocchi temporanei negli aeroporti. È quanto accaduto recentemente a Dubai, dove diversi viaggiatori sono rimasti bloccati durante gli scali a causa degli attacchi e delle successive modifiche alle rotte.
I paesi da evitare secondo la Farnesina
La Farnesina sta fornendo indicazioni precise sulle destinazioni considerate più rischiose in questo momento.
Anche alcune destinazioni del Golfo sono state fortemente penalizzate dalle tensioni regionali.
Secondo Stefano Arossa, Commercial Regional Manager di WeRoad:
“Vanno evitate le mete direttamente coinvolte o fortemente impattate dalla situazione, come Oman, Qatar ed Emirati Arabi. Noi abbiamo già annullato i viaggi programmati nelle prossime settimane”.
Le decisioni sui viaggi futuri verranno prese valutando l’evoluzione della situazione geopolitica.
Nonostante le tensioni internazionali, esistono ancora molte destinazioni considerate sicure per il turismo.
Secondo gli operatori del settore, l’aspetto più importante riguarda le rotte aeree disponibili e la stabilità politica del Paese di destinazione.
Destinazioni popolari come:
rimangono visitabili. Il punto critico riguarda piuttosto gli scali, spesso situati nei Paesi del Golfo.
Per questo motivo molti viaggiatori stanno preferendo:
Islanda
Penisola Iberica
Marocco
Si tratta di viaggi spesso più brevi, come weekend lunghi o itinerari di quattro o cinque giorni.
Allo stesso tempo cresce l’interesse anche per viaggi più lontani ma politicamente stabili, come:
Perù
Canada
Chi vuole viaggiare in Asia può ancora farlo, ma le rotte aeree stanno cambiando.
Uno dei corridoi alternativi utilizzati da alcune compagnie prevede il sorvolo della Russia. Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, Mosca ha chiuso il proprio spazio aereo ai Paesi europei, agli Stati Uniti e al Regno Unito.
Non tutte le compagnie sono però soggette a questa restrizione.
Per questo motivo alcune rotte verso l’Asia vengono operate da vettori come:
Questi voli utilizzano hub internazionali come:
Shanghai-Pudong
Pechino
Istanbul
In alternativa, chi preferisce compagnie europee può partire da grandi hub come Londra o Parigi, da cui partono voli diretti verso molte destinazioni asiatiche con una durata media di circa 9-10 ore.
In un contesto internazionale sempre più instabile, informarsi prima di organizzare un viaggio è diventato fondamentale.
Gli esperti consigliano di:
consultare il portale Viaggiare Sicuri della Farnesina
verificare aggiornamenti su rotte e spazi aerei
affidarsi a tour operator o agenzie specializzate
Viaggiare con un’organizzazione strutturata può offrire maggiore supporto in caso di emergenze, cancellazioni o cambi di itinerario.