video suggerito
video suggerito
13 Maggio 2026
10:23

Hantavirus sulla nave Hondius: chi era il paziente zero e quali sono stati i primi sintomi

Si chiamava Leo Schilperoord, aveva 69 anni ed era un appassionato di birdwatching. Sarebbe lui il paziente zero del focolaio di hantavirus esploso sulla nave MV Hondius. Dopo febbre e forti malesseri, è morto nel giro di pochi giorni. Poco dopo è deceduta anche la moglie.

Ti piace questo contenuto?
Hantavirus sulla nave Hondius: chi era il paziente zero e quali sono stati i primi sintomi
Immagine

Dietro il focolaio di hantavirus scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius emerge ora la storia del presunto paziente zero: Leo Schilperoord, ornitologo olandese di 69 anni morto dopo pochi giorni di malattia durante il viaggio.

Con lui c’era anche la moglie Miriam, deceduta poco tempo dopo.

La coppia era partita dai Paesi Bassi per una lunga vacanza di cinque mesi in Sud America. Il loro viaggio era iniziato il 27 novembre con l’arrivo in Argentina e proseguito tra Cile e Uruguay.

Quello che doveva essere il viaggio della vita si è però trasformato in tragedia.

I due erano grandi appassionati di birdwatching e si erano spinti fino a Ushuaia, nella Terra del Fuoco, per osservare alcune rarissime specie di rapaci.

Tra le tappe del viaggio c’era anche una discarica a cielo aperto molto conosciuta dagli appassionati di ornitologia perché frequentata da uccelli difficili da avvistare altrove.

Secondo le prime ricostruzioni, proprio lì potrebbe essere avvenuto il contagio.

Le autorità sospettano infatti che Leo Schilperoord abbia inalato particelle contaminate provenienti dagli escrementi di roditori infetti, principali vettori dell’hantavirus.

Il ceppo individuato sarebbe quello andino, noto anche per la rara possibilità di trasmissione tra esseri umani.

La coppia si è imbarcata sulla MV Hondius il primo aprile.

Pochi giorni dopo l’inizio della crociera, Leo ha iniziato a stare male. I primi sintomi sarebbero stati febbre alta, forti mal di testa e disturbi intestinali.

Le sue condizioni però sono peggiorate rapidamente.

L’11 aprile il 69enne è morto a bordo della nave, diventando la prima vittima del focolaio.

Pochi giorni più tardi, il 24 aprile, è morta anche la moglie Miriam.

La vicenda ha scosso profondamente la comunità di appassionati di birdwatching nei Paesi Bassi.

Nel necrologio pubblicato dall’associazione di quartiere locale, la coppia viene ricordata “come uccelli in volo”, una frase che richiama proprio la loro grande passione per la natura e l’ornitologia.

Secondo quanto riportato dai media internazionali, Leo e Miriam avevano dedicato gran parte della loro vita allo studio degli uccelli e ai viaggi naturalistici.

Le autorità sanitarie continuano intanto a monitorare i passeggeri della nave e i possibili contatti del focolaio.

L’hantavirus resta una malattia rara ma potenzialmente molto grave, soprattutto nelle forme che colpiscono polmoni e reni.