I cavalli selvaggi della Namibia sono in estinzione, ma il governo sta provando a salvarli

A fine 2017 erano rimasti solo 130 esemplari a causa della siccità e dei predatori del deserto. Oggi, il governo della Namibia ha deciso di mettere a punto un piano di gestione e salvaguardia che dia a questi esemplari un riparo dai predatori e la possibilità di mangiare e bere anche nei periodi più duri dal punto di vista climatico.
Sara Del Dot 21 agosto 2019

Del fatto che i cavalli della Namibia, attrazione turistica del posto e patrimonio naturale africano, facessero fatica a sopravvivere a causa della siccità che ha colpito il loro habitat e degli attacchi delle iene che ne decimano i gruppi, era già stato dato allarme dalla Namibia Wild Horses Foundation ancora nel 2017. A quel tempo, secondo i dati disponibili, pareva fossero rimasti soltanto 40 giumente e 70 stalloni a popolare il deserto africano.

Questi cavalli selvaggi che da anni vivono nel deserto, infatti, hanno visto decimarsi le loro fonti di sostentamento come acqua, erba e fogliame, e subìto attacchi progressivi da predatori che colpiscono soprattutto i puledri e gli esemplari più magri, deperiti e deboli riducendo in modo consistente la riproduzione della specie.

Ma recentemente il governo della Namibia ha deciso di attivarsi per salvaguardare e proteggere questi animali così preziosi per il territorio. Il ministero dell’Ambiente e del Turismo della Namibia, infatti, ha attuato un piano di gestione e salvaguardia dei cavalli, introducendo nel Namib-Naukluft Park e del Tsau/Khaeb National Park, in cui vivono, delle recinzioni finalizzate a tenere lontani i predatori e rifugi in cui approvvigionarsi in periodi di grande siccità.