I gorilla di montagna sono a rischio Coronavirus e in Africa i parchi naturali chiudono per proteggerli

La chiusura dei parchi nazionali per il Coronavirus è necessaria vista la delicatezza di alcune specie come i gorilla di montagna.
Alessandro Artuso 25 marzo 2020

Il Coronavirus sta colpendo non solo la salute delle persone, ma anche la gestione dei parchi nazionali. Questo è proprio il caso del Parco Nazionale dei Virunga che si trova nella Repubblica Democratica del Congo dove è vietato l'accesso ai turisti e agli studiosi fino a lunedì 1 giugno. Al suo interno vivono numerosi gorilla di montagna che adesso sono minacciati dall'emergenza Covid-19.

Cosa sta accadendo

I gorilla di montagna, così come noi, sono sensibili ad alcuni problemi di salute come un semplice raffreddore, ma anche patologie respiratorie. Intanto in altri Paesi come Ruanda e Uganda è stato sospeso l'accesso ai turisti e ogni tipo di attività di ricerca nei parchi di Akagera, in quello dei Vulcani e anche nella foresta di Nyungwe.

La salute dei gorilla di montagna è ora a serio rischio. In genere la distanza di sicurezza da mantenere con questi animali è di 7 metri anche se molti non rispettano le regole: con il Coronavirus si impone una maggiore controllo.

Le caratteristiche

Il gorilla di montagna vanta un pelo più scuro e lungo. I maschi hanno un peso maggiore, rispetto alle femmine, di almeno 30 chili e possono arrivare fino a 180 chilogrammi di peso. Gli esemplari vivono in fitte zone di vegetazione come Bwindi Impenetrable Forest National Park in Uganda e lungo la catena vulcanica di Vitunga, che si estende attraverso il Parco Nazionale dei Vulcani del Ruanda.

Senza dimenticare anche il Parco Nazionale Mgahinga dell’Uganda e il Parco Nazionale Virunga nella Repubblica Democratica del Congo. La loro vita è di 50 anni in natura e meno di 35 se vissuti in cattività e quindi in schiavitù.