I musei rispondono agli attivisti per il clima: “la scelta di questi luoghi testimonia il loro potere simbolico”

Il comunicato dell’International Council of Museums (ICOM) non nasconde la preoccupazione per l’impatto che i gesti degli attivisti potrebbero avere, ma dichiara i musei come “alleati” nella lotta contro la crisi climatica e ricorda i danni che questa provoca alle opere d’arte.
Giulia Dallagiovanna 21 Novembre 2022

Dalla zuppa contro i Girasoli di Van Gogh esposto alla National Gallery di Londra, fino alla farina lanciata sulla Bmw dipinta da Andy Warhol e conservata alla Fabbrica del Vapore a Milano. Per non dimenticare il purè di patate contro un quadro di Monet a Postdam, in Germania, e le mani incollate sopra due dipinti di Goya, al Prado di Madrid. Sono gli attivisti di Ultima Generazione, movimento ambientalista che in Italia è nato da una costola degli Extinction Rebellion, che aderiscono alla campagna Just Stop Oil per l'abbandono dei combustibili fossili.

I loro gesti, che al momento non hanno provocato danni alle opere d'arte, né intendono farlo, hanno suscitato critiche, scandalo e sdegno. La risposta dei musei assume però tutt'altro tono.

L'International Council of Museums (ICOM), organizzazione internazionale che riunisce i musei di tutto il mondo e i professionisti che vi lavorano, vede "la scelta dei musei come sfondo per queste proteste climatiche come testimonianza del loro potere simbolico e rilevanza nelle discussioni sull'emergenza climatica". E ancora: "ICOM desidera ricordare il ruolo dei musei come attori chiave nell'avviare e sostenere l'azione per il clima con le loro comunità e loda il loro impegno per questa missione dimostrato attraverso programmi educativi, mostre dedicate, sensibilizzazione della comunità e ricerca".

"Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per il patrimonio culturale"

Un comunicato che arriva proprio nei giorni della Cop27, la Conferenza ONU sul Clima, dove la decarbonizzazione ha fatto parte dell'ennesima proposta non vincolante. "ICOM ricorda la necessità di un'azione coraggiosa – proseguono i musei – per ridurre le emissioni di carbonio e mitigare il riscaldamento globale. Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per il patrimonio culturale, tangibile e immateriale, i musei e le loro collezioni, dai disastri naturali alle crescenti difficoltà nel mantenere le condizioni di conservazione a causa di condizioni meteorologiche estreme".

In altre parole, la crisi climatica fa male a tutti, persino più della zuppa di pomodoro. Questo non significa che le azioni degli attivisti vengano accolte senza alcuna preoccupazione. "ICOM richiama l'attenzione sull'impatto che queste manifestazioni potrebbero avere sul lavoro dei professionisti museali e dei volontari che si adoperano per proteggere e promuovere questi preziosi oggetti del patrimonio per il godimento del pubblico".

È però sicuramente significativa la scelta della foto da allegare al comunicato, data a ICOM direttamente da Just Stop Oil.