video suggerito
video suggerito
9 Aprile 2021
14:00

I pro e i contro del riscaldamento a pavimento

Molte persone oggi preferiscono impianti di questo tipo: distribuiscono meglio il calore e consentono di risparmiare energia, ma la loro installazione è abbastanza costosa.

839 condivisioni
I pro e i contro del riscaldamento a pavimento
Immagine

I primi, rudimentali sistemi di riscaldamento a pavimento risalgono addirittura, in base a quanto arriva dalle scoperte archeologiche, ai tempi prima di Cristo, quando lo utilizzavano gli egiziani, i cinesi e soprattutto i romani. Negli anni '50 ha ricominciato a essere usato, ma solamente negli ultimi anni, grazie alle innovazioni tecnologiche, sta cominciando a essere preferito da molte persone per via dei suoi benefici in termini sia di resa, sia di risparmio energetico (e quindi di tutela ambientale).

Come funziona il riscaldamento a pavimento

Gli impianti di riscaldamento a pavimento sono sostanzialmente di due tipi: ad acqua o elettrici. La struttura è simile: sotto il pavimento viene installato un sistema di tubazioni (per il sistema ad acqua) o di resistenze elettriche, e questo viene appoggiato a dei pannelli isolanti. Tramite il principio dell'irraggiamento, i pannelli trasmettono il calore in maniera omogenea in tutta la casa, da terra fino al soffitto. Nei sistemi ad acqua, i più frequenti, l'acqua viene riscaldata da una caldaia o da una pompa di calore, oppure, meglio ancora, da impianti fotovoltaici, l'opzione sicuramente più sostenibile.

I vantaggi

I pro del riscaldamento a pavimento non sono pochi: innanzitutto, come detto, permette di distribuire il calore in maniera più uniforme, a differenza degli impianti classici, dove il calore si concentra principalmente vicino ai radiatori. Questo calore, inoltre, può diventare fresco d'estate, se viene immessa nel sistema dell'acqua fredda, evitando però i fastidiosi getti d'aria dei condizionatori.

Gli aspetti più interessanti degli impianti a pannelli radianti, come vengono anche chiamati, riguarda tuttavia i consumi energetici: per funzionare bene è sufficiente portare l'acqua a una temperatura tra i 30 e i 40 gradi, mentre per i tradizionali impianti con i termosifoni bisogna arrivare a circa 70 gradi. Per questo motivo, tra l'altro, usare le rinnovabili per gli impianti a radiatori è quasi impossibile, perché non si riescono a raggiungere quelle temperature, mentre per l'impianto a pavimento è una soluzione praticabile. In generale, si stima per il riscaldamento a pavimento un risparmio energetico annuale compreso tra il 25 e il 35 per cento, con i conseguenti benefici per l'ambiente (e per il portafoglio) che ne derivano.

Gli svantaggi

Ci sono però anche aspetti più negativi da considerare: detto che il risparmio in termini economici ed energetici è evidente, l'installazione di un impianto di riscaldamento a pavimento può costare anche il 50 per cento in più di uno tradizionale. Sono soldi che si ammortizzano, e in certi casi ci sono sgravi e bonus per i nuovi impianti, però l'investimento iniziale è più sostanzioso. Inoltre, seppur gli interventi di manutenzione siano generalmente meno necessari e frequenti, in caso di danni ai tubi sarà necessario rimuovere una parte del pavimento, con tutto quello che deriva da un disguido del genere. Per installarlo, inoltre, potrebbe essere necessario rialzare di 4-5 centimetri la pavimentazione.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.