Il beluga che aveva risalito la Senna non ce l’ha fatta: il suo viaggio è terminato con l’eutanasia

Indebolito e dalle condizioni di salute compromesse, il mammifero marino bianco che aveva risalito la corrente fluviale della Senna non poteva farcela in mare aperto: questo il pensiero dei sei veterinari che l’hanno soccorso, che hanno deciso quindi di abbatterlo con un’eutanasia all’unanimità.
Sara Polotti 11 Agosto 2022

Quattro metri, circa otto quintali di peso: il beluga rimasto intrappolato nella Senna ha tenuto la popolazione europea con il fiato sospeso per tutti i primi giorni di agosto. Ma purtroppo nelle scorse ore è arrivata la tremenda notizia della sua morte: nonostante i soccorsi veterinari, il cetaceo bianco non è sopravvissuto, a causa delle temperature del fiume francese.

Il beluga, infatti, è un animale tipico delle correnti nordiche, più fredde rispetto a quelle fluviali europee. Vive tra il Canada, l'Alaska, la Groenlandia e la Russia ed è un mammifero marino giocoso, socievole e longevo. È detto anche canarino del mare, poiché le sue vocalizzazioni sono potenti, armoniose e affascinanti, un po' come quelle delle balene.

Il primo avvistamento del beluga è avvenuto il 2 agosto 2022, quando è stato visto risalire la Senna nei pressi del Canale Inglese. Sono passati 7 giorni prima che i veterinari e i soccorritori riuscissero a recuperarlo all'altezza di Saint Pierre La Garenne, con l'intenzione di trasportarlo a Ouistreham, nel Calvados, per la sua liberazione in mare (la fase di rimessa in acqua).

È a quel punto che il beluga è stato messo su un camion refrigerato, nelle prime ore del mattino del 9 agosto. Le squadre che l'hanno soccorso hanno provveduto a valutare le sue condizioni, notando da subito alcune difficoltà respiratorie e di nuoto, e non è passato molto tempo perché rilevassero un peggioramento della situazione, come riporta anche Ansa.

Durante il viaggio per riportarlo verso il mare aperto, dunque, sei veterinari hanno dovuto prendere la decisione (all'unanimità) di praticare l'eutanasia, dal momento che "era troppo indebolito per poter essere rimesso in acqua" e dato che non riusciva a nutrirsi a causa della sua malattia, come ha spiegato alle telecamere il personale che ha provveduto alle operazioni.