video suggerito
video suggerito
31 Luglio 2020
13:00

Il bisonte americano non è più a rischio estinzione: le campagne di conservazione hanno funzionato

È stato l’animale la cui popolazione ha subito il declino più rapido nella storia del Pianeta. I colonizzatori ne hanno uccisi oltre 50 milioni destinandolo all’estinzione. Ma grazie ai programmi di conservazione messi in campo dagli stessi indigeni, oggi il bisonte americano è tornato ad abitare stabilmente il nordamerica.

1.574 condivisioni
Il bisonte americano non è più a rischio estinzione: le campagne di conservazione hanno funzionato
Immagine

Per decenni erano stati decimati, uccisi a milioni dai coloni per la carne, per sport e anche per deprivare i nativi della loro primaria fonte di sopravvivenza. Con una velocità di scomparsa che non ha mai caratterizzato nessun’altra specie sul Pianeta, erano diventati talmente pochi che a fine ‘800 se ne contavano soltanto poche centinaia. Oggi, però, possiamo affermare che il bisonte americano è ufficialmente salvo e il suo futuro si allontana sempre di più dall’estinzione.

Questo enorme mammifero erbivoro, il cui nome scientifico è Bison Bison, infatti, negli ultimi anni è riuscito a tornare ad animare le praterie nordamericane, grazie a diversi programmi di conservazione messi in pratica da associazioni e dagli stessi indigeni, che li hanno allevati apposta, arrivando a raggiungere fino i 60 milioni di esemplari. Il problema resta sempre la difesa dell’habitat di questi animali e soprattutto la varietà genetica, quasi azzerata per le decimazioni passate. In ogni caso, la situazione lascia ben sperare per il bisonte americano, anche se non bisogna abbassare la guardia. La sopravvivenza di queste specie è infatti sempre a rischio costante, ma la storia ci insegna che una maggiore attenzione è possibile.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.