
La perdita di biodiversità è una delle grandi emergenze ambientali che dobbiamo affrontare. E su Ohga ci è capitato spesso di parlare di specie minacciate, sempre più in bilico per colpa delle attività umane. Ma qualche volta ci sono anche delle belle notizie da dare. E una di queste è che il bisonte europeo, nome scientifico Bison bonasus, non è più a rischio di estinzione. A comunicarlo lo scorso giovedì è stato lo Iucn (International Union for Conservation of Nature), ovvero il più importante organismo internazionale in tema di conservazione della natura, che ha deciso di cambiare la classificazione della specie: da vulnerabile a quasi minacciata.
La scelta è motivata dal fatto che la sua popolazione è tornata a crescere in maniera importante negli ultimi anni. Basti pensare che il numero dei bisonti europei è più che triplicato, passando dai circa 1.800 esemplari del 2003 agli oltre 6.200 del 2019. Questo grazie soprattutto a programmi di allevamento e di reintroduzione in habitat protetti.
All'inizio del secolo scorso infatti il bisonte europeo, il più grosso mammifero terrestre del Vecchio continente (raggiunge quasi i tre di lunghezza e i due di altezza, e può arrivare a pesare fino a 900 chilogrammi), era pressoché scomparso, sopravvissuto solo in condizioni di cattività. A partire dagli anni Cinquanta sono iniziate le reintroduzioni in natura e attualmente si contano 47 mandrie di bisonti europei in libertà. I nuclei principali si trovano nelle foreste della Polonia, della Bielorussia e della Russia.