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16 Dicembre 2020
10:00

Il bisonte europeo non è più in pericolo: la sua popolazione è più che triplicata negli ultimi 15 anni

L'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) ha deciso di aggiornare la classificazione della specie, da vulnerabile a quasi minacciata. All'inizio del Novecento il bisonte europeo si trovava solo in condizioni di cattività, ma dagli anni Cinquanta sono poi iniziati i piani di ripopolamento: se nel 2003 si contavano circa 1.800 esemplari, oggi ce ne sono più di 6.200.

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Il bisonte europeo non è più in pericolo: la sua popolazione è più che triplicata negli ultimi 15 anni
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La perdita di biodiversità è una delle grandi emergenze ambientali che dobbiamo affrontare. E su Ohga ci è capitato spesso di parlare di specie minacciate, sempre più in bilico per colpa delle attività umane. Ma qualche volta ci sono anche delle belle notizie da dare. E una di queste è che il bisonte europeo, nome scientifico Bison bonasus, non è più a rischio di estinzione. A comunicarlo lo scorso giovedì è stato lo Iucn (International Union for Conservation of Nature), ovvero il più importante organismo internazionale in tema di conservazione della natura, che ha deciso di cambiare la classificazione della specie: da vulnerabile a quasi minacciata.

La scelta è motivata dal fatto che la sua popolazione è tornata a crescere in maniera importante negli ultimi anni. Basti pensare che il numero dei bisonti europei è più che triplicato, passando dai circa 1.800 esemplari del 2003 agli oltre 6.200 del 2019. Questo grazie soprattutto a programmi di allevamento e di reintroduzione in habitat protetti.

All'inizio del secolo scorso infatti il bisonte europeo, il più grosso mammifero terrestre del Vecchio continente (raggiunge quasi i tre di lunghezza e i due di altezza, e può arrivare a pesare fino a 900 chilogrammi), era pressoché scomparso, sopravvissuto solo in condizioni di cattività. A partire dagli anni Cinquanta sono iniziate le reintroduzioni in natura e attualmente si contano 47 mandrie di bisonti europei in libertà. I nuclei principali si trovano nelle foreste della Polonia, della Bielorussia e della Russia.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.