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10 Dicembre 2019
16:30

Il cambiamento a partire dai giovani: ecco il progetto di 60 ragazzi per una Liguria plastic free

Ieri mattina, 60 giovani rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi si sono riuniti nel Consiglio regionale della regione Liguria per avviare un percorso plastic free nell’intera regione.

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Il cambiamento a partire dai giovani: ecco il progetto di 60 ragazzi per una Liguria plastic free
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Distributori di detersivi nei supermercati, reti da pesca dotate di microchip localizzatori per evitare la loro dispersione nell’ambiente, un freno alla produzione e all’utilizzo di bottiglie di plastica monouso. Sono tante le lodevoli intenzioni dei 60 giovani rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi, di età compresa tra 9 e 13 anni, che ieri mattina si sono riuniti presso il Consiglio regionale della Liguria per discutere con le istituzioni e Unicef, con cui collaborano, e provare a impostare un percorso plastic free nell’intera Regione.

Solo tre mesi fa, è stata depositata da tre rappresentanti Unicef una proposta di legge di iniziativa popolare per ridurre la plastica in Liguria, chiamata "Per una Liguria amica dei bambini e libera dalla plastica". Affinché possa essere inserita nel calendario dei lavori e delle commissioni, sarà necessario raccogliere almeno cinquemila firme entro sei mesi, e i piccoli cittadini dovranno fare la propria parte del cercare di raggiungere questo obiettivo. La proposta prevede la sostituzione dei contenitori in plastica presenti nelle scuole con alternative biodegradabili e compostabili, il divieto di uso di plastica monouso negli stabilimenti balneari, l’introduzione di microchip localizzatori su reti da pesca e una campagna di sensibilizzazione sui pannolini usa e getta e le loro alternative.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.