Il diavolo della Tasmania torna nell’Australia continentale dopo 3 mila anni: reintrodotti in natura 26 esemplari

Allo stato selvatico questo marsupiale (considerato a rischio estinzione) era ormai confinato da tempo sull’isola della Tasmania. Il rilascio di 26 diavoli della Tasmania nell’oasi naturalistica di Barrington Tops, nel Nuovo Galles del Sud, è solo il primo passo verso il riequilibro dell’ecosistema australiano, sottolineano le associazioni che si occupano di tutela della fauna selvatica.
Federico Turrisi 9 Ottobre 2020

È proprio il caso di dirlo: bentornato a casa! Reso celebre in tutto il mondo da Taz, il personaggio dei cartoni animati Looney Tunes, il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii è il nome scientifico della specie) è tornato a rimettere piede, o meglio le zampe, nell'Australia continentale dopo oltre 3 mila anni di assenza. I volontari di Aussie Ark e di altre associazioni impegnate nella conservazione della fauna selvatica hanno liberato pochi giorni fa 26 esemplari in un santuario naturalistico che si estende per oltre 400 ettari realizzato a Barrington Tops, a nord di Sydney, nello stato del Nuovo Galles del Sud.

Le immagini del loro rilascio in natura sono davvero emozionanti. Per il presidente di Aussie Ark, Tim Faulkner, si tratta di un "passo storico", l'inizio di un piano paragonabile a quello che ha permesso ai lupi di ripopolare il parco americano di Yellowstone negli anni Novanta. "Tra 100 anni, guarderemo indietro a questo momento come al giorno che ha dato il via al ripristino ecologico di un intero Paese", ha detto intervistato dalla Cnn. Nei prossimi due anni nel santuario saranno rilasciati altri 40 esemplari, e in seguito Aussie Ark spera di liberarne alcuni anche in aree non recintate.

Da secoli ormai i diavoli della Tasmania vivono allo stato selvatico solo nell'isola che dà loro il nome. In precedenza, erano presenti anche in molte aree dell’Australia, ma si pensa che probabilmente l’arrivo degli uomini e di predatori invasivi come i dingo abbia provocato la loro estinzione sul continente australiano.

Quello che preoccupa maggiormente i biologi è il fatto che la popolazione di questi mammiferi marsupiali carnivori è in una fase di declino. Il motivo è da legare soprattutto alla diffusione a partire dagli anni Novanta di una terribile malattia che li ha decimati: una forma di cancro trasmissibile a origine non virale che colpisce solamente il diavolo della Tasmania e che infatti è chiamata tumore facciale del diavolo (in sigla DFTD, Devil Facial Tumour Disease). Non è un caso che questo animale-simbolo dell'Australia sia stato inserito nella lista rossa dello Iucn (l'Unione internazionale per la conservazione della natura) tra le specie in pericolo di estinzione.

Quella della reintroduzione in natura nell'Australia continentale dei diavoli della Tasmania è dunque una bellissima notizia, una ventata di speranza per la fauna selvatica australiana. Non dimentichiamoci che l'Australia, in particolare la regione sud-orientale, ha attraversato poco meno di un anno fa un periodo molto difficile a causa di una serie di devastanti incendi che hanno ridotto in cenere quasi 12 milioni di ettari di vegetazione e causato la morte di 33 persone e di oltre un miliardo di animali.