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9 Ottobre 2021
9:00

Il fascino della storia e la bellezza della natura tra Modena e Marina di Massa: trekking sulla Via Vandelli

Tra Modena e Marina di Massa la Via Vandelli è un percorso escursionistico ricco di storia e cultura: tra castelli e borghi medievali, più di 200 km da percorrere a piedi, su due ruote, o in alternativa, a cavallo.

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Il fascino della storia e la bellezza della natura tra Modena e Marina di Massa: trekking sulla Via Vandelli
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Da percorrere su due ruote o a piedi, la Via Vandelli è una strada che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano e che quindi collega l’Emilia Romagna con la Toscana. L'opera di questa "autostrada" del Settecento lungo più di 200 km è stata compiuta dall'abate e ingegnere Domenica Vandelli che, in soli 14 anni, completò questo tratta tra le città di Modena e Marina di Massa.

La storia

Il collegamento tra le due regioni è stato realizzato tra il 1738 e il 1751 dall’abate Domenico Vandelli per assicurare al duca di Modena e Reggio l’accesso al Mare Tirreno. Difatti, il duca Francesco III d’Este voleva un accesso diretto al mare, necessario per ampliare le sue mire commerciali e militari. Ai tempi però gli sbocchi sull’Adriatico erano sotto lo Stato Pontificio e quelli sul Tirreno sotto il controllo di altri sovrani. Ad ogni modo Francesco III non si lasciò scappare l’occasione di un matrimonio combinato tra suo figlio Ercole e Maria Teresa Cyro Malaspina, erede del ducato di Massa e Carrara. Fu così che il duca conquistò un'apertura sul mare tra il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e quella di Genova.

L’uomo incaricato di costruire questa sorta di autostrada del Settecento è quindi stato l’abate Vandelli. Il termine "autostrada" è quello più corretto considerato che questa strada era dotata di ogni genere di infrastruttura, dalle osterie e gli alberghi per i viaggiatori alle piazzole per caricare e scaricare le merci, fino agli abbeveratoi per i cavalli.

Domenico Vandelli era anche un ingegnere, un architetto, un matematico e un geografo e nel giro di quattordici anni portò a termine un’opera sotto tutti i punti di vista davvero incredibile.

La Via Vandelli oggi

Nonostante la qualità dell’opera ingegneristica, la via venne però abbandonata a se stessa a partire dalla metà del 1800 a causa della neve in inverno, delle forti pendenze e dei frequenti assalti dei briganti.

Oggi, grazie ai lavori di restauro realizzati dal CAI, dalla Comunità Montana e dal Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, i circa 210 km della Via Vandelli tra Modena e Marina di Massa si possono nuovamente percorrere in una decina di giorni a piedi o su due ruote, o in alternativa, a cavallo. Oggi la Via Vandelli è uno dei cammino escursionistici più evocativi, che un vero appassionato di trekking non può non percorrere.

L’itinerario

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Ponte del Diavolo, nel comune di Polinago

La Via Vandelli attraversa località e borghi molto suggestivi, unendo la bellezza della natura al fascino della storia, Si attraversano, infatti, i boschi della Garfagnana e la foresta della Fignola, ma lungo il percorso sono numerosi i castelli che si possono ammirare; un esempio è il Castello di Montecuccolo a Pavullo, ma anche il castello di Monfestino che sorge in prossimità delle cascate del Bucamante.

In provincia di Modena, nel territorio del comune di Polinago, si incontra il Ponte d’Ercole, più conosciuto come Ponte del Diavolo, un monolite di roccia arenaria lungo 33 metri e a forma di arco. Si narra che il diavolo lo avesse dimenticato tra gli alberi distratto da un crocchio di streghe danzanti invece di darlo, in cambio della sua anima, a un agricoltore che l’avrebbe usato per raggiungere i suoi appezzamenti di terreno.

Appena si sconfina in Toscana, a 1525 metri di altitudine ci si trova nel borgo appenninico più alto d’Italia, San Pellegrino in alpe, diviso tra la provincia di Modena e quella di Lucca. Qui sorge il santuario che custodisce i corpi dei santi Pellegrino e Bianco. Dopo una pausa in questo luogo di preghiera immerso nel silenzio, la via Vandelli diventa molto più cicloturistica rispetto al tratto iniziale e attraversa diversi paesi molto caratteristici come Poggio di Camporgiano e Vagli di Sotto.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.