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30 Dicembre 2020
14:30

Il Giappone dichiara guerra all’inquinamento spaziale: entro il 2023 vuole lanciare il primo satellite di legno

L'Università di Kyoto e l'azienda giapponese Sumitomo Forestry hanno stretto un accordo per sviluppare il primo satellite fatto di legno, materiale che eviterebbe il rilascio dei detriti spaziali, sempre più numerosi in orbita, senza ostacolare il funzionamento di antenne o altri dispositivi. Il lancio è previsto per il 2023; dall'anno successivo, le due parti inizieranno a studiare come costruire strutture di legno in ambienti spaziali.

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Il Giappone dichiara guerra all’inquinamento spaziale: entro il 2023 vuole lanciare il primo satellite di legno
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Negli ultimi anni più che mai, i satelliti hanno svolto un ruolo fondamentale nell’aiutare l’uomo a comunicare e comprendere ciò che c’è oltre la Terra, ma questi progressi hanno anche un'altra faccia della medaglia, alla quale forse non avevi ancora pensato: l’inquinamento spaziale.

Trattare il cosmo come il nostro pianeta è un errore da non ripetere e qualcuno, per fortuna, si sta attrezzando in tal senso: l’Università di Kyoto e l’azienda giapponese Sumitomo Forestry sono al lavoro per realizzare il primo satellite di legno da lanciare entro il 2023. L’accordo prevede inoltre che, dal 2024, le due parti inizino ricerche sulla costruzione di strutture in legno in ambienti spaziali.

Ma quali sono, concretamente, i vantaggi di una decisione simile? Devi sapere che al contrario della Luna, unico nostro satellite naturale, i satelliti realizzati dall’uomo possono rilasciare quelli che vengono chiamati detriti spaziali.

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Detriti spaziali in orbita intorno alla Terra.

Il problema principale si pone quando, dopo aver svolto la missione per cui è stato creato, un satellite rientra sulla Terra, attraversandone nuovamente l’atmosfera e rilasciando sostanze dannose e piccoli detriti che, occasionalmente, possono anche cadere al suolo. Se consideri che, stando ai dati di Euroconsult, nel prossimo decennio potremmo assistere al lancio di 990 satelliti all’anno, capirai che l’inquinamento spaziale è un problema da non sottovalutare. Anzi, è bene giocare d'anticipo per evitare di muoversi quando sarà troppo tardi.

Il satellite di legno pensato da Sumitomo Forestry e Università di Kyoto potrebbe quindi rappresentare quella soluzione amica dell'ambiente spaziale in grado, almeno parzialmente, di risolvere questi problemi. Per riuscire a realizzarlo, i ricercatori inizieranno a condurre esperimenti utilizzando diversi tipi di legno reperiti da alcuni degli ambienti terrestri più estremi. Questo materiale, d'altronde, ha un duplice vantaggio: oltre a non produrre quei detriti spaziali di cui ti parlavo a contatto con l'atmosfera, non interferisce con le onde elettromagnetiche o con il campo gravitazionale terrestre, permettendo così il funzionamento di antenne e altri dispositivi collocati nel satellite.

Si tratta in ogni caso soltanto di un primo passo, dato che dal 2024 l'ateneo giapponese e Sumitomo Forestry inizieranno a studiare un modo per costruire strutture in legno anche lontano dalla Terra, in grado di resistere sia ai fenomeni meteorologici che agli sbalzi di temperatura. Ovviamente, sempre tenendo a mente una parola: sostenibilità, fondamentale tanto per il nostro pianeta quanto per lo spazio, che l'uomo è intenzionato a esplorare sempre di più.

Diventato giornalista quasi senza sceglierlo, lasciando che la passione per la scrittura e per le storie raccontate agli amici si trasformasse nelle prime collaborazioni durante l’università. Prima del tesserino di pubblicista del 2019 ci sono anni di articoli scritti per siti e quotidiani, soprattutto di sport ma senza chiudere la porta ad altri temi, dalla scienza alla tecnologia. Che sia un piccolo spazio verde cittadino, un pezzo di campagna o un parco nazionale sulle montagne più alte di un paese pieno di spiagge, sono irrimediabilmente attratto dalla natura di cui, spesso si tende a dimenticarlo, siamo innanzitutto ospiti. Amo le lingue straniere, sinonimo per me di apertura e opportunità, come quella di diventare traduttore. Inoltre, sono le chiavi che mi aiutano ad aprire quel mondo che poi racconterò agli altri, sempre con la cura e la precisione che il giornalismo richiede.