Il manifesto delle comunità energetiche rinnovabili: la transizione che arricchisce il territorio

Sono più di 50 gli enti che hanno aderito alla Rete delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali. Alla base, la volontà di coniugare la transizione ecologica con la sostenibilità sociale, per raggiungere l’indipendenza energetica a braccetto con quella socio-economica delle comunità più disagiate.
Sara Polotti 28 Novembre 2022

A volte basta semplificare, per ottenere risultati. Lo stesso principio può essere adattato alla transizione energetica: messi da parte gli interessi personali, il cambiamento verso uno stile di vita globale più sostenibile è possibile, facile e veloce. Soprattutto se si coinvolge concretamente e senza paternalismi la popolazione. Ambiente e società sono infatti strettamente legati e spesso le iniziative più efficaci partono dal basso e dalle situazioni nelle quali emerge il maggiore disagio.

Ne è convinta la Rete delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, il cui intento è proporre un modello energetico diffuso fondato su autoproduzione e consumo di energie rinnovabili, per contrastare tanto l'emergenza climatica quanto i problemi socio-economici delle comunità.

Cos'è la Rete delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali

Nata a dicembre 2021, la Rete delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali è una rete promossa da Legambiente insieme con la Comunità Energetica e Solidale di Napoli Est e il Comune di Farla che vuole innescare un'efficace transizione ecologica partendo da contesti con criticità ambientali, sociali ed economiche. Nei territori caratterizzati dal disagio, infatti, è possibile secondo la Rete partire per innescare profondi cambiamenti in ottica ambientale e sociale.

Il principio della Rete, infatti, si fonda sull'unione dei due intenti: socioeconomico ed ecologico. Ambiente e contesto sociale, infatti, sono strettamente legati, e la rete vuole costituire un'alleanza per contrastare la povertà energetica puntando sulle risorse rinnovabili. In questa maniera le comunità possono diventare protagoniste della transizione green, rilanciando dal basso il sistema energetico italiano e coinvolgendo concretamente le popolazioni.

Concretamente, infatti, l'indipendenza energetica può diventare un volano per lo sviluppo della comunità. Come fanno sapere dalla Rete, un recente rapporto Istat sottolinea come la povertà energetica sia cresciuta in Italia dell'1,7% tra il 2019 e il 2020. Sviluppare le comunità energetiche, però, significherebbe fare risparmiare le famiglie, tagliando il 25% dei costi in bolletta per le utenze domestiche e condominiali. Lo stesso risparmio potrebbe giovare anche le piccole e le medie imprese, le scuole e gli artigiani.

Il Manifesto delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali

Il Manifesto delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali vuole, di fatto, favorire la "giusta transizione ecologica dei territori accompagnando la nascita delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali e fornendo strumenti di conoscenza e attuazione, con l’obiettivo di perseguire una giustizia ambientale e sociale e di accelerare la nascita di processi virtuosi di economia civile in grado di aiutare le comunità a ridurre le disuguaglianze", come si legge sui siti ufficiali.

In che modo? Gli enti promotori spiegano come: "Legambiente, la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale di Napoli Est e il Comune di Ferla, insieme a tutti i sottoscrittori di questo Manifesto, entrando a far parte della Rete delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, si impegnano non solo a mettere a disposizione tutte le proprie conoscenze e competenze al fine di realizzare quante più C.E.R.S. in tutto il Paese, con particolare attenzione alle situazioni e ai luoghi delle fragilità ambientali e sociali, ma anche a stimolare il Governo verso politiche sempre più in grado di accogliere le necessità tecniche e sociali di queste nuove realtà e di aiuto per i piccoli comuni e le realtà in condizioni di disagio per facilitare la realizzazione di comunità energetiche, con la logica dell’energia di comunità come modo di fare welfare sul territorio. Valorizzando sempre di più le risorse e le realtà nei territori, sia in ambito elettrico che termico".

La Rete si allarga

Ad oggi non sono solo i promotori (Legambiente, la Comunità Energetica e Solidale di Napoli Est e il Comune di Farla) ad aver aderito alla Rete e ad avere fatto proprio il Manifesto. Sono più di 50 gli enti territoriali che hanno firmato: dall'Agenzia per lo Sviluppo Sostenibile al Comune di Messina, da quello di Benevento alla Coldiretti Campania, da Federparchi alla Comunità Energetica Petrusa, tutti si stanno impegnando a perseguire gli obiettivi sostenibili e solidali del Manifesto, mettendosi così a disposizione non solo per sviluppare il proprio territorio, ma per sollecitare tutta Italia verso la transizione energetica e la sostenibilità rinnovabile.