Il Parco Nazionale del Gran Paradiso compie 100 anni e punta sulla mobilità sostenibile e l’osservazione della natura

Osservare la natura significa goderne concretamente ogni aspetto. Punta su questa maggiore consapevolezza il Parco Nazionale del Gran Paradiso che quest’anno compie cento anni. Sul territorio nazionale è il parco nazionale più “vecchio”, ma forse il più innovativo.
Gaia Cortese 1 Settembre 2022

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso compie cent’anni e lo fa promuovendo la mobilità sostenibile, il rispetto dell’ambiente e una maggiore sensibilizzazione nei confronti della natura. Un parco che si estende per settemila ettari di territorio tra Piemonte e Valle d’Aosta e che, intorno alla vetta del Gran Paradiso, accoglie cinque vallate: Valle Soana e Valle Orco in Piemonte, Valsavarenche, Val di Rhêmes e Valle di Cogne in Valle d’Aosta.

La data precisa per spegnere le candeline sarebbe il 3 dicembre del 2022, anno in cui il parco veniva ufficialmente istituito, ma le attuali iniziative in corso sul territorio sono imperdibili e, con ogni probabilità, settembre è tra i periodi migliori per visitare il parco, rigorosamente secondo i principi della mobilità sostenibile. 

Il Parco ormai centenario ha una storia legata alla protezione del suo animale simbolo, lo stambecco. Nel 1856 è stato lo stesso Re Vittorio Emanuele II a dichiarare le montagne del Gran Paradiso Riserva Reale di Caccia, salvando così lo stambecco dal rischio di estinguersi, considerato che in quegli anni la popolazione di questi animali si era ridotta in maniera preoccupante e solo l’intervento del Re ne evito le conseguenze più probabili. Vennero così costruiti sentieri e mulattiere che, ancora oggi, oltre a formare la principale rete dei sentieri escursionistici, sono un valido aiuto per la protezione della fauna. Nel 1919 sempre Re Vittorio Emanuele III decise di donare allo Stato italiano i 2.100 ettari della riserva di caccia, purché venisse realizzato un parco nazionale. Da qui la nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Oggi se ne celebrano i cento anni e le iniziative proposte ai visitatori sono numerose (e imperdibili); oltretutto settembre è uno dei migliori periodi per visitare il parco e trascorrere del tempo prezioso in mezzo alla natura.

Mobilità sostenibile

Partendo dalla mobilità sostenibile, con il progetto “A piedi tra le nuvole”, il Parco si pone l’obiettivo di promuovere gli spostamenti a piedi, in bicicletta e a bordo di speciali navette. Gli itinerari da percorrere su due ruote sono alla portata di tutti, dal giro del lago di Ceresole alla salita al Colle del Nivolet, forse il percorso più ambito e frequentato del Gran Paradiso: il percorso per raggiungere la conca glaciale del lago Serrù e il Piano del Nivolet merita tuta la fatica in sella, perché i panorami che si incontrano lungo il tragitto sono imperdibili.

L'anello del lago di Ceresole invece si distingue per la bellezza del lago che si costeggia lungo il percorso e che permette di godere dei riflessi delle acque e dell'ombra dei larici della sponda meridionale del lago. Parte del percorso si sviluppa su sterrato con un unico tratto in pendenza in prossimità della diga.

Natura da osservare

Nel rispetto di tutte le forme di vita del Parco Nazionale, è stato indetto anche un concorso per sensibilizzare i visitatori. Si tratta del "Citizen Science 2022″, quest'anno dal titolo “Segnalare la Natura”. I visitatori del Parco sono invitato a un'attenta osservazione della natura circostante e quindi alla segnalazione delle specie animali e vegetali selvatiche incontrate nell’area protetta, attraverso una piattaforma online o su app dedicata. C’è tempo fino al 15 ottobre per vincere un pernottamento di due notti in una foresteria del Parco. 

Un altro modo di osservare la natura è quello di fotografarla. Fino al 30 novembre 2022 è possibile partecipare alla sedicesima edizione del concorso internazionale "Fotografare il Parco", organizzato dai Parchi Nazionali dello Stelvio, del Gran Paradiso, d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco nazionale francese della Vanoise. Il concorso prevede quattro categorie: Paesaggi del Parco, Fauna selvatica del Parco, Micromondo del Parco e dettagli naturali, Mondo vegetale del Parco.Non solo. È anche previsto un premio per la foto ritenuta più rappresentativa dell’interazione tra uomo e natura nelle aree protette.

Arte in quota

Non poteva mancare una rassegna musicale in quota, esempio di come, nel rispetto dell'ambiente, diverse attività artistiche possano trovare un'adeguata collocazione anche in mezzo alla natura.

Domenica 4 settembre è in programma l’ultimo appuntamento con “I suoni del Gran Paradiso”, un concerto di corno naturale, trompe de chasse e tuba wagneriana nella bellissima Valle Orco.