Il Parlamento Europeo dichiara l’emergenza climatica

A poche ore dall’apertura dei lavori della Cop25 di Madrid, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che dichiara l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo. Un atto simbolico, che però dovrebbe spingere i politici e i governi di tutta l’Unione Europea ad adottare subito misure incisive per mantenere fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi.
Federico Turrisi 28 Novembre 2019

La nostra casa è in fiamme, bisogna fare qualcosa. No, non è l'ennesimo appello di Greta Thunberg. Questa volta a dirlo è il Parlamento Europeo, che questa mattina in sessione plenaria ha approvato con 429 voti favorevoli, 225 voti contrari e 19 astensioni una risoluzione con cui si dichiara che è in atto in Europa e nel mondo un'emergenza climatica e ambientale. "Il Parlamento" – si legge nel testo della risoluzione, che non ha carattere legislativo – "invita la Commissione, gli Stati membri e tutti gli attori globali, e dichiara il proprio impegno, a intraprendere con urgenza le azioni concrete necessarie per combattere e contenere tale minaccia prima che sia troppo tardi".

Inoltre, anche in vista dell'importante appuntamento della Cop25 di Madrid che si aprirà il 2 dicembre, la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato con 430 voti favorevoli, 190 voti contrari e 34 astensioni un'altra risoluzione, con cui chiede alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio siano in linea con gli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi (primo su tutti, limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi rispetto all'era pre-industriale). Nel dettaglio, si chiede un taglio delle emissioni di gas serra, con un aumento dal 40 al 55% degli obiettivi di riduzione dell'impronta di carbonio fissati al 2030 e il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2050.

Un segnale forte e chiaro rivolto alla nuova presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che entrerà in carica ufficialmente il prossimo 2 dicembre. La neo-presidente della Commissione aveva già annunciato di voler dare il via a un nuovo ambizioso Green New Deal europeo entro i primi 100 giorni di lavoro. Tuttavia, le risoluzioni approvate oggi dal Parlamento Europeo rimangono pur sempre, nell'ambito del diritto internazionale, degli atti non vincolanti. La Commissione europea, in realtà, aveva già proposto l'obiettivo di emissioni nette pari a zero entro il 2050, ma il Consiglio europeo non lo ha ancora approvato poiché Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sono contrarie. Insomma, speriamo soltanto che il passaggio dalle parole ai fatti sia il più immediato possibile.