Il partito dei Verdi riparte da Milano: “Sui temi ambientali c’è maggiore consapevolezza”

Alle ultime elezioni amministrative Europa Verde, il principale partito ambientalista italiano, ha ottenuto il 5% dei consensi nel capoluogo lombardo. Effetto Greta Thunberg? “Sicuramente le mobilitazioni dei giovani per il clima hanno dato una mano. È più chiara la connessione tra le questioni ambientali e quelle sociali”, afferma Francesca Cucchiara, neoeletta al consiglio comunale di Milano.
Federico Turrisi 11 Ottobre 2021

La scorsa settimana in diversi capoluoghi di regione i cittadini sono tornati alle urne per le elezioni amministrative. Uno dei risultati più attesi era quello di Milano. Il sindaco uscente Beppe Sala, della coalizione di centro-sinistra, è stato riconfermato al primo turno con il 57,7% dei voti. C'è però un altro dato che ha attirato l'attenzione dei commentatori politici: il 5,1% ottenuto da Europa Verde (che supportava la candidatura di Sala), partito sorto la scorsa estate dalle ceneri della Federazione dei Verdi.

Sono tre i consiglieri comunali eletti tra le fila di Europa Verde. Una di loro è Francesca Cucchiara, 28 anni, originaria di Roma. Laureatasi in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito un master in Sviluppo Sostenibile perfezionando i suoi studi in Austria, Paesi Bassi e India. Adesso lavora come consulente per la sostenibilità.

Quello di Milano per certi versi è un risultato inatteso, se pensiamo che, a differenza di altri Paesi europei, i Verdi non hanno mai sfondato in Italia e nelle varie tornate elettorali si sono quasi sempre attestati su percentuali piuttosto basse."Non ce lo aspettavamo, confesso", ci dice Francesca. "Sicuramente questo è indice del fatto che le persone sono molto più sensibili alle istanze ecologiste. Hanno giocato un ruolo fondamentale anche le grandi mobilitazioni per il clima e l'attivismo dei giovani".

Per essere chiari, ti riferisci a Fridays for Future?

Anche, certamente. Questi movimenti si mantengono lontani dalla contesa politica. Giustamente, perché devono essere liberi di criticare le scelte e le decisioni di esponenti politici e partiti a prescindere dal loro schieramento. Ciò nonostante, hanno contribuito in maniera determinante a far aumentare la consapevolezza, che poi si è tradotta in un gesto politico. Molti giovani che vengono dal mondo dall'attivismo sono entrati a far parte effettivamente del movimento dei Verdi, svecchiandolo un po'. Poi sono convinta che in una forza politica debbano esserci giovani e non giovani, nel senso che c'è bisogno sia dell'energia e della creatività dei primi sia dell'esperienza dei secondi. Il risultato che abbiamo conseguito a Milano non è assolutamente un punto di arrivo, ma deve essere un punto di partenza.

Quindi possiamo dire che ci sia un processo di rinnovamento in atto all'interno dei Verdi?

È sempre qualcosa in divenire, che si costruisce dialogando con i cittadini. I Verdi per definizione sono sempre stati molto attivi sulle questioni ambientali e un po' "carenti", diciamo così, sulle questioni sociali. Adesso si comincia a parlare di ecologia in maniera onnicomprensiva: non solo quindi tutela dell'ambiente, ma anche diritti Lgbt, parità di genere, vicinanza alle fasce della popolazione in difficoltà. Giustizia climatica e giustizia sociale sono due facce della stessa medaglia, come ripetono anche Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future.

Ora che siete entrati a far parte della maggioranza al consiglio comunale meneghino, su quali punti batterete di più?

I temi sono tanti. L'obiettivo numero uno è avere un Piano Aria Clima più ambizioso possibile. Non dimentichiamoci che Milano è una delle città più inquinate d'Europa. Bisogna quindi lavorare da una parte sulla riqualificazione energetica degli edifici, dall'altra sulla mobilità sostenibile (realizzando per esempio nuove piste ciclabili e potenziando il trasporto pubblico locale). Inoltre, occorre rendere la città più verde e mettere un freno al consumo di suolo. Per quanto riguarda gli aspetti sociali, a Milano abbiamo un problema: è la città italiana con il più elevato costo della vita. Per tanti giovani Milano rappresenta un'opportunità, ma si fa anche molta fatica a trovare casa a prezzi accessibili. Dobbiamo invece trovare delle soluzioni per permettere l'accesso agli affitti a prezzi calmierati.

In questo senso, suppongo che verranno impiegate anche le risorse messe a disposizione dal Pnrr (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che dedica ampio spazio alla transizione ecologica?

Questo è un altro punto cruciale. Ci aspettiamo che questa occasione non venga mancata. Sarebbe irrispettoso nei confronti dei cittadini e delle giovani generazioni.