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30 Agosto 2021
17:00

Il rapporto sul clima della Noaa non dà scampo: nel 2020 tutti i parametri sono peggiorati

Da una parte, i livelli dei gas serra, come l'anidride carbonica e il metano, hanno toccato livelli record, nonostante l'anno scorso ci sia stata una riduzione delle emissioni globali (soprattutto per via della pandemia). Dall'altra, il livello dei mari continua ad alzarsi, a causa del riscaldamento degli oceani e dello scioglimento delle calotte glaciali. Come se non bastasse, il 2020 è stato tra i tre anni più caldi di sempre.

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Il rapporto sul clima della Noaa non dà scampo: nel 2020 tutti i parametri sono peggiorati
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La crisi climatica continua a fare registrare record negativi e, se non facciamo subito qualcosa per arginarla, saranno guai per noi e per la vita sul pianeta. A ricordarcelo ancora una volta è la Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), ossia l’agenzia federale americana che si occupa di oceanografia e climatologia. La fotografia scattata dal rapporto "State of the Climate in 2020", giunto alla 31esima edizione e frutto del lavoro di circa 530 scienziati provenienti da oltre 60 Paesi del mondo, è impietosa. Nonostante la pandemia e i lockdown, l'anno scorso ha visto i principali parametri vitali del nostro pianeta in peggioramento.

Diciamo subito che il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi della storia, nonostante l'arrivo nella seconda metà dell'anno della Niña, il fenomeno climatico che, al contrario del Niño, causa un'estensione delle correnti fredde verso l'Oceano Pacifico centrale. In generale, vari indicatori tra cui lo scioglimento del permafrost, il calore oceanico e il livello dei mari hanno sbriciolato ancora una volta i record stabiliti l'anno precedente.

Per quanto riguarda l'ultimo punto in particolare, il livello medio globale del mare è salito di 91,3 millimetri in più rispetto alla media del 1993 e sta aumentando a un tasso medio di 3 centimetri per decennio a causa dei cambiamenti climatici. Ad accelerare questa tendenza c'è da una parte la fusione dei ghiacciai e delle calotte glaciali e dall'altra il surriscaldamento degli oceani, che tra l'altro si stanno acidificando a un ritmo preoccupante.

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I livelli di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera hanno raggiunto livelli record nel 2020, nonostante una riduzione stimata del 6-7% delle emissioni a causa della frenata dell'economia dovuta all'emergenza Covid-19 nel mondo. La concentrazione media annua globale di CO2 atmosferica è arrivata a 412,5 parti per milione. E così anche le concentrazioni di un altro gas serra come il metano (CH4) sono aumentate in un anno come mai prima: 14,8 parti per miliardo, il valore più alto dall’inizio delle misurazioni.

Insomma, pessime notizie sul fronte della lotta contro i cambiamenti climatici. Ma non per questo bisogna arrendersi: adesso sta ai governi del mondo prendere le misure adeguate per evitare il peggio, cominciando da una drastica riduzione (con fatti concreti, e non solo a parole) delle emissioni di gas serra.

Fonte | "State of the Climate in 2020", pubblicato come supplemento al Bulletin of the American Meteorological Society Vol. 102, No. 8, agosto 2021

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.