Il riscaldamento degli oceani cambierà (anche) la velocità del suono, e quindi la vita degli animali

Una ricerca, a cui ha partecipato anche l’Ogs, ha analizzato il fenomeno e le ripercussioni sugli ecosistemi sottomarini. La modifica della velocità del suono, già in atto a causa del Climate Change, avrà un impatto rilevante influendo sulla capacità degli organismi marini di nutrirsi, comunicare, trovare compagni, evitare i predatori.
Gianluca Cedolin 4 Aprile 2022

Quando pensiamo alla profondità dell'oceano, immaginiamo un luogo silenzioso, tranquillo, e invece i mari e gli oceani sono luoghi rumorosi.

Gli organismi marini producono suoni per spostarsi, per comunicare, c'è poi il rumore dei fenomeni naturali, dalle onde ai blocchi di ghiaccio che si rompono, ma soprattutto i rumori di origine umana (dal traffico navale alle attività di estrazione), in costante aumento e dannosi per gli ecosistemi.

Un recente e importante studio ha rivelato come la crisi climatica stia alterando il modo in cui il suono si propaga sott'acqua, con effetti negativi per la vita sottomarina e potenzialmente accentuando il rumore generato dall'uomo.

Alla ricerca, intitolata Ocean sound propagation in a changing climate: global sound speed changes and identification of acoustic hotspots e pubblicata sulla rivista scientifica Earth’s Future, ha partecipato anche l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs).

Il concetto è semplice: nelle acque più calde le onde sonore si propagano con più velocità e rimangono più a lungo prima di estinguersi. La ricerca ha identificato degli hot spots, dei punti caldi acustici dell'oceano, che sarebbero più suscettibili al fenomeno.

In particolare, nel Mare di Groenlandia e nell'Atlantico nord-occidentale, est di Terranova, potrebbe avvenire il maggior cambiamento. «Le proiezioni mostrano che l'impatto maggiore avverrà nell'Artico, dove si osserva già un'amplificazione degli effetti del cambiamento climatico – ha detto Stefano Salon, ricercatore dell’Ogs -. Questo non avverrà uniformemente in tutto l'Artico, ma in una parte specifica in cui il segnale del cambiamento climatico, secondo le proiezioni del modello, diventa robusto e supera l'incertezza del modello stesso».

In base ai modelli climatici, nello scenario di non mitigazione delle emissioni di gas serra, entro fine secolo l'aumento della velocità del suono sarà dell'1,5% (quindi circa 25 metri/secondo) sia a 50 metri sia a 500 metri di profondità.

Tutto questo potrebbe cambiare la vita degli animali marini. «La modifica della velocità del suono ha un impatto rilevante e può influire sulla capacità degli organismi marini di nutrirsi, comunicare, trovare compagni, evitare i predatori», ha detto Alice Affatati, ricercatrice alla Memorial university di Terranova e Labrador, tra le prime firmatarie dello studio.