In Calabria rispunta il rarissimo giglio di mare. Il Wwf: “Ora bisogna tutelarlo”

Il ritrovamento di alcuni esemplari di Pancratium maritimum (detto più comunemente giglio di mare) è avvenuto sulla spiaggia di Belmonte Calabro, sul versante tirrenico della Calabria. Questa pianta è classificata come minacciata ed è inserita nella Lista rossa regionale. “Occorrono misure di tutela a favore della specie e del suo habitat”, sottolineano gli ambientalisti.
Federico Turrisi 23 Agosto 2021

Un fiore bianco che sorge dalla sabbia, a pochi metri dalla battigia, non è proprio uno di quegli spettacoli che capitano tutti i giorni. Sul litorale di Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza, negli scorsi giorni sono stati avvistati alcuni esemplari di Pancratium maritimum, nome scientifico del giglio di mare. Un ritrovamento straordinario, se consideriamo che questa specie vegetale appartiene alla flora spontanea di alto pregio presente in Calabria ed è inserita nella Lista rossa regionale, classificata come "minacciata".

Stando a quanto riporta l'Ansa, a identificare il fiore è stata la responsabile dei progetti di educazione alla sostenibilità del Centro di educazione ambientale dell'Associazione Scogli di Isca – Calabria Citra WWF, la dottoressa in Scienze naturali Barbara Suriano; la conferma che si trattasse proprio della specie in questione è arrivata da Carmen Gangale, tecnico di laboratorio del Museo di storia naturale della Calabria e Orto Botanico.

"Per la sua bellezza e portamento elegante, nonché la delicatezza del suo fiore bianco candido, il Pancrazio marittimo è la specie più rappresentativa dell'habitat dunale", scrive in una nota il Centro educazione ambientale marino dell'Oasi blu "Scogli di Isca" del WWF. "Tale specie è considerata a rischio di estinzione ed è necessario intraprendere prioritarie misure di conservazione e avviare progetti di tutela. Una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini contribuirebbe alla conservazione ottimale dell'habitat costiero, disincentivando pratiche d'intervento meccanico volto alla pulizia degli arenili, ancora purtroppo molto utilizzata al Sud ma già desueta nelle altre regioni rivierasche d'Italia, che rappresentano la più grande minaccia alla sopravvivenza del giglio di mare".