In Europa mai così tanto olio di palma nei biodiesel. Cala l’utilizzo per gli alimenti e i cosmetici

Secondo un rapporto pubblicato da Transport and Environment, la quantità di olio di palma (materia prima legata alla deforestazione nelle aree tropicali) utilizzato per il biocarburante nell’Unione Europea è aumentata del 7% nel 2019, raggiungendo il massimo storico di 4,5 milioni di tonnellate. L’Italia è il terzo produttore europeo con poco meno di un milione di tonnellate.
Federico Turrisi 3 luglio 2020

Non è certamente l'alimento più salutare del mondo, dal momento che è ricco di acidi grassi saturi; ma soprattutto la sua produzione è uno dei fattori che alimenta la deforestazione nei Paesi tropicali. Per questo quando senti la parola olio di palma dovrebbe suonare dentro di te una sorta di campanello d'allarme. Se ricordi, il dibattito sull'utilizzo dell'olio di palma aveva toccato anche un prodotto dell'industria dolciaria italiana famoso in tutto il mondo come la Nutella.

Ma quello che emerge da un nuovo rapporto (basato sui dati forniti da Oil World, ente di riferimento per le analisi di mercato sugli oli vegetali) realizzato da Transport and Environment, la principale rete europea di organizzazioni non governative che si batte per la mobilità sostenibile, fa riflettere: la quantità di olio di palma contenuta nei biscotti o in altri alimenti è davvero poca roba in confronto a quella contenuta nei biocarburanti in Europa.

La quota di olio di palma usato per il biodiesel è aumentata infatti del 7% l'anno scorso, toccando il massimo storico di 4,5 milioni di tonnellate. Al contrario, l'uso di olio di palma per produrre alimenti e cosmetici continua a diminuire ed è sceso al minimo storico di 2,8 milioni di tonnellate. Se negli ultimi 10 anni, fa notare il report, l'uso di olio di colza, girasole, soia e palma a scopo alimentare si è attestato intorno ai 12 milioni di tonnellate all'anno, il loro utilizzo per produrre biocarburante è salito del 46%. Nel 2019 la Spagna (con 1,76 milioni di tonnellate), i Paesi Bassi (1,06 Mt) e l'Italia (0, 84Mt) hanno rappresentato insieme l'81,5% della produzione di biodiesel da olio di palma dell'Unione Europea.

Togliere l'olio di palma dalle nostre tavole per metterlo dentro i serbatoi delle nostre macchine non contribuisce certo ad attenuare il problema della deforestazione in Paesi grandi esportatori di questa materia prima come l'Indonesia. Semmai è il contrario. Il dossier di Transport and Environment è allarmante proprio perché dietro a quei numeri si nasconde la perdita di ettari di superficie forestale per fare spazio alle piantagioni di palma da olio.

Si arriva così al paradosso che il biodiesel anziché essere più verde rischia di essere ancora più dannoso per l'ambiente del gasolio tradizionale. Forse è il caso che le istituzioni nazionali ed europee prendano in considerazione l'abbandono degli oli vegetali alimentari nei biocarburanti e comincino a ragionare su delle vere alternative per favorire la mobilità sostenibile.