In fondo al mar… cicche, buste e bottiglie. Ecco il video “anti-Sirenetta” di Ohga sull’inquinamento dei nostri oceani

Cantata a cappella dal quartetto pugliese Faraualla e illustrata da Clelia Le Boeuf, questa rielaborazione della celebre canzone “In fondo al mar” del film della Disney La sirenetta vuole essere una denuncia sulle condizioni in cui riversano oggi i nostri mari e oceani. Il video è stato realizzato per Ohga dal team creativo di Ciaopeople e diretto da Luca Iavarone.
Gaia Cortese 14 Ottobre 2021

Sono ormai lontani i tempi in cui in fondo al mar "tutti sono allegri guizzando di qua e di là, invece là sulla terra il pesce è triste assai", come cantava il granchio Sebastian alla sirenetta Ariel.

Dall’uscita del film sono passati trent’anni e sembra che anche la vita nei mari e negli oceani sia diventata un vero pasticcio: barriere coralline distrutte, rifiuti di plastica, sostanze tossiche riversate in acqua e pesca illegale e incontrollata sono le principali minacce per la sopravvivenza di flora e la fauna marine, senza contare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Allarmi e denunce arrivano da associazioni ambientaliste e attivisti, ma anche da chi ha a cuore la salvaguardia dell’ambiente. Ohga, grazie al team creativo del gruppo editoriale CiaoPeople diretto da Luca Iavarone, ha realizzato questo video che affronta il tema dell’inquinamento di mari e oceani e dell’impatto che inevitabilmente ha sugli animali e sulle specie che vivono sott’acqua.

Si tratta di una rielaborazione della famosissima (e bellissima) canzone "In fondo al mar", rivisitata in chiave ambientalista. Un racconto al contrario, in cui sono proprio gli abitanti del mare a raccontare il loro punto di vista. Protagoniste le Faraualla, quartetto pugliese tutto al femminile, che cantano a cappella il brano affrontando il tema dell'inquinamento marino. Ad accompagnare le loro voci saranno le animazioni grafiche, nate dalle immagini dell'illustratrice napoletana Clelia Le Boeuf.

“Trent’anni fa Disney dava così una lettura sognante, edulcorata, della fauna marina a contatto con l’uomo, che giocava felice con i nostri bizzarri souvenir. Ma le cose non sono andate proprio così – ha spiegato Luca Iavarone, direttore creativo di Ciaopeople -. Oggi sappiamo che quanto l’uomo sversa nel mare ha dell’inquietante, “un camion di rifiuti di plastica al minuto”, dice il WWF. Per non parlare del petrolio, delle sostanze tossiche, della pesca selvaggia e della distruzione delle barriere coralline. Altro che “arricciaspiccia”. Non possiamo più guardare il problema con gli stessi occhi di Ariel che, a ben vedere, rinnegava la sua parte marina: la salvezza per lei era fuori dall’acqua, tra gli umani. Ma nel 2021 la narrazione non può essere la stessa, ci vuole un rovesciamento, una transizione inversa. Se davvero vogliamo impegnarci a tutelare il mare con la sua biodiversità sappiamo di non poter più sostenere quel modello antropocentrico. Oggi ci tocca metterci noi nei panni dei pesci, trasformarci in loro e fare un tuffo negli abissi per guardare cosa abbiamo combinato”.

“Ho desiderato fortemente le Faraualla, un quartetto vocale strabiliante per tecnica, impegno e ricerca musicale –  continua Iavarone -. La ”voce”, vero fulcro tematico del cartone originale (è dalla perdita della voce che Ariel comincia a snaturarsi, umanizzandosi), con le Faraualla ritorna quadruplicata, preponderante, come a riguadagnare il suo spazio. E così anche gli elementi potenzialmente meccanico-tecnologici si fanno voce grazie al beatbox del portentoso Pietro Esposito. Una vera rivalsa della vocalità, insomma, come ritorno simbolico all’elemento originario da difendere”.

"Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di Luca Iavarone di riscrivere il brano " In Fondo al mar " – hanno dichiarato entusiaste le cantanti del quartetto -. Lo step successivo ci ha viste a Napoli, felicemente coinvolte in un elaboratissimo e delizioso video realizzato da Luca e un team di straordinari professionisti, cui siamo molto grate, soprattutto per averci dato la possibilità di dare un nostro modesto contributo ad un problema che affligge il Pianeta"

L’illustrazione del video è stata curata dalla napoletana Clelia Leboeuf che, come spiega sempre Iavarone “con il suo tratto chagalliano e i suoi elementi naturali e metafisici, è una delle poche artiste ad attestarsi autenticamente come anti-disneyana”.

“Ho voluto raccontare questo alter ego di “In fondo al mar”, più sporco e meno edulcorato con disegni dai tratti divertenti, ma anche “scuri”: quattro sirene, un granchio e un pesce rosso come protagonisti, ma anche molte lische e tanta spazzatura – ha raccontato Clelia LeBoeuf -. Ne è nato un fondale allegramente eccentrico, ma desolante, minacciato e deturpato dalla mano dell’uomo, che ho voluto raffigurare come una vera entità malvagia. Il cattivo, il mafioso, la mano nera appuntita che trafuga i tesori del nostro mare e riversa plastiche e rifiuti di ogni genere, incurante di tutto, fino a diventare tutt’uno, con una montagna di spazzatura. Il mare diventa così tutto un “sottosopra”: le meduse sono buste che nuotano indisturbate, i banchi di pesci sono mollette, le alghe diventano insolitamente carnivore e un pesciolino rosso, si muove maldestro tra i nuovi pericoli marini, nell’era dei rifiuti".

Credits video

Voci e sirene: Faraualla (Gabriella Schiavone, Maristella Schiavone, Teresa Vallarella, Loredana Savino)
Beat box e granchio: Pietro Esposito
Illustrazioni: Clelia LeBoeuf
Soggetto: Luca Iavarone, Paola Mirisciotti, Sissi Mattiello
Testo: Faraualla, Luca Iavarone, Paola Mirisciotti
Arrangiamento voci: Gabriella Schiavone
Arrangiamento beatbox: Luca Iavarone
Animazioni: Turtle Studio
Aiuto regia: Paola Mirisciotti
Assistenti alla regia: Sissi Mattiello, Francesca Iavarone
Organizzatrice generale: Viviana Sacco
Operatore e postproduzione: Gianluca Cesarano
Diretto da Luca Iavarone