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31 Marzo 2021
17:00

In Giappone i ciliegi non fiorivano così presto da 1200 anni: colpa del cambiamento climatico

Quest'anno la piena fioritura è avvenuta il 26 marzo. I ricercatori dell'Università di Osaka hanno spulciato tra i documenti dell'antica corte imperiale e hanno riscontrato che è dai tempi in cui si è cominciato a registrare la data della fioritura dei ciliegi, cioè dall'812, che un tale fenomeno non si verificava così presto. È il segno che il pianeta si sta riscaldando.

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In Giappone i ciliegi non fiorivano così presto da 1200 anni: colpa del cambiamento climatico
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La fioritura dei ciliegi a Kyoto

La fioritura dei ciliegi a Kyoto, l'antica capitale del Giappone, è un autentico spettacolo della natura che da sempre affascina gli abitanti del luogo e in tempi pre-Covid attirava milioni di turisti da tutto il mondo. Dietro a così tanta bellezza però si nasconde un'ombra inquietante chiamata cambiamento climatico. Quest'anno infatti, complice un inizio di primavera particolarmente caldo nello stato nipponico, la piena fioritura è stata raggiunta il 26 marzo, con grande anticipo. Anzi, secondo i dati raccolti dai ricercatori dell'Università di Osaka, non si era mai verificata così presto dall'anno 812, ossia da quando è iniziata la registrazione della data del picco della fioritura dei ciliegi negli archivi della corte imperiale. Il record precedente risaliva alla primavera del 1409, quando l'apice della fioritura avvenne il 27 marzo.

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Come si può vedere dal grafico qui sopra, dall'inizio del XIX secolo la data della piena fioritura dei ciliegi a Kyoto è caduta sempre più in anticipo rispetto alla media storica, spostandosi gradualmente dalla metà di aprile all'inizio del mese. Negli ultimi 50 anni questo fenomeno ha subito poi un'ulteriore accelerazione. Segno tangibile di un aumento della temperatura media, partito con l'avvento dell'era industriale. Bada bene che il problema non riguarda solo il Giappone, ma tutto il pianeta. Se non riduciamo subito le emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale, sarà sempre peggio. E gli equilibri della natura a cui siamo abituati salteranno, con conseguenze drammatiche per la vita sulla Terra. Capisci perché non è un'esagerazione chiamarla emergenza climatica?

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.