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3 Luglio 2020
11:00

In Groenlandia è stato scoperto un giardino di coralli che vive a oltre 500 metri di profondità

Anemoni, spugne e altri organismi acquatici popolano un giardino di coralli riscoperto nelle acque della Groenlandia, a più di 500 metri di profondità. I ricercatori hanno utilizzato una sorta di slitta, grande come una Mini Cooper, trainata sul fondale marino per 15 minuti alla volta. Ora sperano che la loro ricerca contribuisca a far riconoscere la zona come un ecosistema marino vulnerabile in modo da proteggerlo dalle attività di pesca a strascico.

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In Groenlandia è stato scoperto un giardino di coralli che vive a oltre 500 metri di profondità
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A cinquecento metri di profondità, dove non arriva nemmeno la luce e la pressione è cinquanta volte maggiore rispetto al livello del mare, vive un gigantesco giardino di coralli. Un fondale letteralmente ricoperto di spugne, anemoni e altri organismi riscoperti nelle acque della Groenlandia dai ricercatori della Global University e della Società Zoologica di Londra, in collaborazione con l’Istituto di Risorse naturali della Groenlandia. Tutto grazie a una strumentazione a basso costo ma estremamente efficace: una sorta di slitta una trainata equipaggiata con una videocamera GoPro, delle luci e dei laser in speciali alloggiamenti a pressione, montati su un telaio in acciaio. La scoperta, che è stata pubblicata su Frontiers in Marine Science, ha implicazioni dirette per la gestione di molte attività di pesca a strascico nelle acque profonde, immediatamente adiacenti al giardino di coralli e fondamentali per l'economia del Paese.

La scoperta

Se pensi che le profondità marine sono l'habitat ancora più sconosciuto e misterioso nonostante copra il 65% del pianeta puoi avere un’idea dell’importanza della scoperta. Quando hanno recuperato tutta la strumentazione e analizzato le immagini, i ricercatori hanno scoperto che lì, sul fondo dell’oceano, a oltre 500 metri di profondità poggiava un vero e proprio giardino di coralli. Si tratta del primo habitat di questo tipo ad essere stato identificato e valutato nelle acque della Groenlandia occidentale. Dalle oltre 1.200 immagini estratte, i ricercatori hanno fatto circa 44mila annotazioni della fauna selezionata da cui spiccavano 15.531 anemoni e 11.633 coralli di cavolfiore (Pocillopora meandrina) oltre a spugne e altri invertebrati e organismi acquatici.

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Il giardino di coralli osservato a più di 500 metri di profondità nelle acque della Groenlandia. Fonte: UCL, ZSL and Greenland Institute of Natural Resources.

Le implicazioni

Come ti dicevo, la Groenlandia economicamente è strettamente legata alle attività di pesca che rappresentano oltre l’80% del reddito delle esportazioni del paese. E si tratta per la maggior parte di pesca in acque profonde. Oltre al punto di vista scientifico e naturalistico, lo studio pone interesse anche su questi aspetti: i ricercatori si sono mossi affinché un’area di oltre 400 chilometri quadrati venga riconosciuta come un ecosistema marino vulnerabile in modo da essere protetta, per esempio, delle attività della pesca a strascico.

La strumentazione

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La "slitta" utilizzata dai ricercatori con le luci laterali e i laser posti centralmente sotto la videocamera. Fonte: UCL, ZSL and Greenland Institute of Natural Resources.

Lo studio è ancora più importante se pensi alla strumentazione che hanno utilizzato i ricercatori. Perché compiere analisi delle profondità marine si è spesso rivelata un’impresa difficile ma soprattutto costosa: poiché la pressione oceanica aumenta di una atmosfera ogni 10 metri di discesa, servono necessariamente veicoli operativi comandati a distanza o dei sommergibili capaci di resistere alla pressione simile. Gli scienziati inglese invece hanno bypassato il problema: hanno sviluppato una sorta di slitta, grande più o meno come una Mini Cooper, ci hanno montato una GoPro, delle luci e dei laser e con un sistema a basso costo l’hanno trainata per circa 15 minuti alla volta.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.