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23 Luglio 2020
12:30

In India sono stati piantati 20 milioni di alberi in un solo giorno (nonostante l’emergenza sanitaria)

Lo scorso 5 luglio, due milioni di persone nello stato indiano dell'Uttar Pradesh si sono rese protagoniste di una piantumazione di massa, nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonale previste in questo periodo di pandemia. L'iniziativa rientra in una grande campagna di riforestazione per contrastare il cambiamento climatico.

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In India sono stati piantati 20 milioni di alberi in un solo giorno (nonostante l’emergenza sanitaria)
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L'India è uno dei Paesi più colpiti dal Covid-19, con oltre 1,2 milioni di contagi confermati e quasi 30 mila vittime. La pandemia non ha però fermato il grande piano di riforestazione che sta portando avanti lo stato più popoloso dell'India, ovvero l'Uttar Pradesh. L'amministrazione è infatti impegnata da tempo a distribuire ai cittadini, alle associazioni e agli enti pubblici milioni di alberelli da piantare su tutto il territorio.

L'obiettivo è quello di incrementare di almeno il 15% la copertura forestale nello stato dell'Uttar Pradesh entro il 2025. In questo modo sarà possibile aiutare il governo indiano che vuole piantare 250 milioni di alberi per cercare di limitare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità dell'aria.

Ebbene, la risposta della popolazione è stata eccezionale. Lo scorso 5 luglio oltre 2 milioni di persone, nel rispetto delle misure di distanziamento fisico, si sono radunate lungo le sponde del fiume Gange per una delle più imponenti piantumazioni di massa che si siano mai viste e in un solo giorno hanno piantato all'incirca 20 milioni di nuovi alberi. Uno sforzo da applausi, ma c'è anche un rovescio della medaglia: solitamente in India, fa notare l'Associated Press, solo il 60% degli alberelli piantati durante campagne di massa di questo tipo riesce a svilupparsi completamente. Il restante muore successivamente a causa di malattie o per mancanza di acqua.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.