In Italia potremmo avere finalmente circhi senza animali: in Senato il primo sì, ora spetta alla Camera

Sapevi che il Senato ha dato un primo sì alla legge che vieterebbe l’uso degli animali nei circhi? Un passo importante per il rispetto degli animali che sarebbero messi al bando sia nelle attività circensi che negli spettacoli viaggianti.
Francesco Castagna 20 Maggio 2022

Il 18 maggio il Senato ha dato un primo sì alla "Legge-delega di riordino del settore dello Spettacolo", che vieta l'utilizzo degli animali per le attività circensi. Ora il testo passerà alla Camera dei Deputati, che lo dovrà approvare nella medesima formula. Come puoi leggere nel documento, il termine graduale non assicurava un orizzonte temporale preciso, e quindi il governo si impegna a "prevedere che il completo superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi e negli spettacoli viaggianti avvenga nel più breve tempo possibile".

In Italia come in Russia, Francia e America esiste un'antica tradizione circense che nel tempo ha contribuito a fare dei circhi un luogo di interesse storico e nazionale. Forse non lo sapevi, ma la prima legge al mondo che riconosce questo tipo di attività legata alla commedia d'arte è del 1968 ed è italiana. Con il tempo l'interesse verso questa attività è cresciuto, così gli artisti circensi hanno sperimentato nuovi modi per intrattenere il pubblico. Tra questi, c'è anche (purtroppo) il circo con gli animali, dove gli artisti si esibiscono con leoni, tigri, scimmiette, cammelli, giraffe e cavalli.

Ma le cose potrebbero finalmente cambiare, il percorso per una completa eliminazione degli animali dai circhi però non è stato breve. Nel 2016 era stato presentato il del 2287-bis dal ministro Franceschini che voleva eliminare gli animali dai circhi, ma la legge ha subito uno stralcio e si è passati dall'eliminazione a una riduzione degli animali da poter utilizzare in questi luoghi. Il 15 gennaio del 2020 poi è stata approvata una risoluzione della commissione Cultura del Senato, presentata dalla senatrice Michela Montevecchi, che chiedeva al governo di valutare la possibile messa al bando degli animali per le attività circensi. Sostanzialmente il Parlamento ha delegato al governo di prendere una decisione sul futuro dei circhi nel nostro Paese.

La prima ad aver preso un provvedimento del genere è stata la Grecia nel 2012, dopo tutta una serie di report che denunciavano i maltrattamenti subiti dagli animali e sui quali il governo di Atene è voluto intervenire in maniera netta, mettendo al bando qualsiasi tipo di animale. L'Italia per molti anni è stata a guardare, perché la legge del 1968, come ti ho detto prima, riconosce al circo una funzione culturale e rappresenta una tradizione. Ma come si sa, passa il tempo e le tradizioni cambiano. A conferma di ciò, un report EURISPES del 2016 che mostra come  il 71,4% degli italiani sia contrario all’uso degli animali nei circhi.

Forse è anche per via di questi segnali che le istituzioni si sono mosse. Ma cosa cambia con la nuova legge? Se dovesse passare anche alla Camera, in Italia come in altri 50 Paesi del mondo sarà vietato utilizzare animali in circhi e spettacoli viaggianti. "Avremmo voluto tempi più stretti e uno stop immediato alle sofferenze degli animali ma il ‘graduale superamento' impegna il Governo a formulare in pochi mesi un Decreto legislativo attuativo, che il precedente Ministro Bonisoli aveva già preparato", commenta la LAV.