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11 Maggio 2021
15:00

In Kenya il corridoio degli elefanti è salvo: un’azienda di avocado sposterà le coltivazioni per far passare i pachidermi

È stato rigettato il ricorso dei produttori di avocado che qualche mese fa si erano visti rifiutare la possibilità di creare 72 ettari di campi in un punto strategico per gli allevatori locali e la transumanza dei pachidermi. Nel frattempo le autorità keniote hanno avviato il primo censimento nazionale della fauna selvatica.

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In Kenya il corridoio degli elefanti è salvo: un’azienda di avocado sposterà le coltivazioni per far passare i pachidermi
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L’avocado rischiava di mettere a rischio elefanti e pastori africani. Ma per fortuna gli ambientalisti hanno evitato un impatto che sarebbe stato molto più alto del necessario.

Così, grazie a una sentenza del tribunale ambientale, il National Environmental Tribunal, l’appello dell’azienda produttrice di avocado Kiliavo Fresh è stato respinto, impedendo quindi loro di creare 72 ettari di campi di coltivazione di questo frutto. Campi che avrebbero messo in difficoltà gli elefanti, che utilizzano quello spazio del parco nazionale di Amboseli al confine con la Tanzania, nei pressi del monte Kilimangiaro, per effettuare la transumanza, ma anche la sussistenza dei pastori locali Masaai.

La vicenda aveva avuto inizio mesi fa, quando l’autorità governativa Nema (National Management Environment Authority) aveva revocato la licenza per creare questi campi. I produttori allora avevano fatto ricorso, ricorso che è stato loro rifiutato in tempi recenti sancendo definitivamente la salvezza di questo spazio di terra così importante per gli ecosistemi locali.

Un censimento nazionale

A difesa delle specie selvatiche rare, poi, sempre in Kenya verrà poi avviato il primo censimento nazionale della fauna selvatica. L’obiettivo è comprendere meglio quanti animali e quante specie sono presenti sul territorio e come sono distribuiti, suggerendo strategie di conservazione per evitare minacce. Oltre a rinoceronti, elefanti e leoni, già monitorati, il censimento mira a individuare e valutare la presenza anche di specie come il pangolino, l’antilope Sable, la giraffa. Tutte specie minacciate, come già detto varie volte, da espansione e diffusione degli insediamenti umani, attività di bracconaggio e i cambiamenti climatici.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.