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14 Ottobre 2020
14:00

In Sardegna c’è un paesino dove l’energia elettrica è gratis per tutti

Grazie a un utilizzo sapiente e ragionato delle fonti di energia rinnovabile, il piccolo borgo medievale di Borutta è riuscito a raggiungere l’autosufficienza energetica per quanto riguarda l’elettricità, che ora è gratuita per tutti gli abitanti.

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In Sardegna c’è un paesino dove l’energia elettrica è gratis per tutti
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A Borutta, un piccolo paese di 300 abitanti nel cuore della Sardegna, c’è una bolletta che non arriva mai. È quella dell’elettricità. Eh già, perché si da il caso che questo borgo in provincia di Sassari, nell’area storica del Meilogu, sia proprio la prima comunità energetica rinnovabile della Sardegna e venga annoverata tra le pochissime (dodici!) già esistenti in Italia.

Ma cosa significa? In pratica, a Borutta l’energia elettrica è gratis per tutti al 100% grazie l’utilizzo pervasivo e continuo di fonti rinnovabili, in particolare di una pala eolica da 850 chilowatt e l’installazione di impianti fotovoltaici che rendono tutti i cittadini energeticamente autosufficienti. La particolarità di questo borgo, poi, è il fatto che sia riuscito a raggiungere la totalità dell’autosufficienza, a differenza delle altre realtà che si aggirano intorno all’80%. A ciò si aggiunge anche il fatto che il Comune prevede di erogare incentivi per consentire a tutte le abitazioni del territorio di raggiungere la classe energetica A, migliorando ulteriormente l’efficienza dell’abitato.

L’idea, oltre a favorire la transizione ecologica da molti ambita per un rapido e progressivo abbandono dei combustibili fossili, è anche quella di rendere la vita all’interno del borgo nuovamente appetibile sia per chi ci nasce sia per chi magari potrebbe avere voglia di trasferircisi.

Infatti, come tanti altri borghi medievali Borutta da anni combatte contro lo spopolamento che lo interessa, e la possibilità di risparmiare notevolmente in bolletta, aumentando la qualità della vita e diminuendo i costi, potrebbe decisamente renderla un buon investimento.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.