India, i randagi di Dehradun sfamati grazie ai risparmi di un gruppo di ragazzini

Il lungo lockdown causato dalla diffusione del Coronavirus, in India non ha messo in difficoltà solo gli esseri umani, ma anche i 30 milioni circa di cani randagi che all’improvviso non hanno trovato più chi gli offrisse cibo e acqua in strada. In loro aiuto è arrivato un gruppo di ragazzini della città di Dehradun.
Gaia Cortese 20 maggio 2020

Nel momento stesso in cui la diffusione del Coronavirus è stata definita una pandemia, in India il Primo Ministro Narendra Modi ha imposto un lockdown che è durato fino allo scorso 3 maggio. Quasi due mesi di emergenza sanitaria, che ancora non può considerarsi conclusa, che hanno portato città, villaggi e strade, abitualmente sovraffollate in India, a spopolarsi completamente.

A rendersene conto non sono stati solo gli umani, ma anche i circa 30 milioni di cani randagi che sono soliti vagare per le strade in cerca di acqua e cibo. Confusi e disorientati, i cani di strada si sono ritrovati all'improvviso senza alcun sostentamento, abbandonati completamente dagli esseri umani che, per quanto il più delle volte li allontanino se non addirittura li maltrattino, in qualche occasione allungano loro qualche cosa da mangiare.

Durante il lockdown questo non poteva succedere, ma in soccorso ai cani sono intervenuti dei ragazzini della città di Dehradun, che si sono provati dei loro risparmi per sfamare gli animali in difficoltà. Ravi Kumar e Nisha Thapa sono due di loro: Ravi è uno studente di seconda superiore che vive nell’area di Kishanpur, Nisha invece frequenta la prima superiore: è il figlio di un idraulico, non appartiene di sicuro a una famiglia abbiente, ma contribuisce lo stesso alla buona causa con circa 1000 rupie al mese per dar da mangiare a cani e gatti, mucche e uccelli di varie specie.

L’iniziativa di questi ragazzi ha iniziato ad essere supportata anche dal gruppo di soccorso del Dipartimento Forestale che dona 1000 rupie al mese per il progetto e offre la propria disponibilità per il trasporto e le cure mediche per gli animali che dovessero averne bisogno. E un’altra buona notizia è che anche un gruppo di residenti locali si è sensibilizzato al problema dei cani randagi della zona e sta offrendo un aiuto economico per acquistare cibo.