Inquinamento a Milano: una città soffocata dallo smog

Il capoluogo meneghino non è certo famoso per la sua aria pulita. E nonostante tutti gli interventi messi in campo per arginare l’allarme inquinamento, i livelli di particolato sono sempre troppo alti e gli effetti sulla salute dei cittadini decisamente preoccupanti.
Sara Del Dot 19 novembre 2018

In molti definiscono Milano come una città piuttosto grigia. E non è soltanto colpa della nebbia. L’inquinamento che aleggia nell’atmosfera del capoluogo meneghino, ha raggiunto livelli preoccupanti. Complici le circa 700.000 vetture che circolano per le sue strade sempre congestionate, o magari anche l’abitudine non proprio ecologica di utilizzare l’auto anche quando a bordo c’è una sola persona, lo smog, a Milano, non è proprio quello che si può definire un nemico invisibile. Anzi, si vede fin troppo. Sui muri delle case, sulle automobili, sui davanzali delle finestre. Una polverina nera a cui magari non facciamo tanto caso ma che inaliamo ogni giorno, tutto il giorno. O, per lo meno, quando ci troviamo a passare per le strade più trafficate.

Particolato oltre il doppio del consentito

In alcune zone di Milano, infatti, sono presenti concentrazioni di particolato PM10, PM2,5 e PM1 che raggiungono livelli oltre il doppio rispetto al limite stabilito dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità.

Il 90% dei bambini sotto i 15 anni respira aria inquinata

Dati che sono stati verificati anche nel corso della ciclo-staffetta ecologica di Cittadini per l’Aria, organizzata il 28 e 29 settembre, in cui un gruppo di cittadini milanesi ha seguito un percorso ideato dall’Ufficio mobilità del Politecnico di Milano, macinando oltre 60 km su un tandem dotato di contatore ottico di particelle, messo a disposizione dall’azienda XEarPro, in grado di misurare in tempo reale (al ritmo di una rilevazione ogni sei secondi) le concentrazioni di particolato atmosferico presenti in punto preciso della città.

Secondo le misurazioni effettuate in quest’occasione, in alcune zone a sud della città le concentrazioni di PM10 presentano un livello due volte superiore rispetto al limite annuale, mentre per quanto riguarda il PM2,5, sono state rilevate cifre ben quattro volte superiori a quelle stabilite dall’Oms per la tutela della salute dei cittadini. Il risultato che emerge da questa situazione è piuttosto preoccupante, e segnala il grosso rischio a cui i cittadini, in particolare soggetti deboli come bambini e anziani, sono sottoposti ad ogni respiro che fanno. Tuttavia, diverso è il discorso per quanto riguarda le aree pedonali, entro i confini della quali i livelli tornano subito accettabili. I risultati delle misurazioni in ogni singola zona della città analizzata sono stati riassunti in una mappa interattiva:

 Quali le conseguenze sulla nostra salute?

Secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo i morti causati dall’inquinamento atmosferico sono circa tre milioni. Infatti, le conseguenze della continua esposizione allo smog sulla nostra salute sono diverse: da malattie cardiovascolari, a patologie respiratorie, fino ad allergie, tumori ai polmoni e ictus.

Nati nello smog

È sempre l’Oms, in un rapporto, ad affermare che ogni giorno più del 90% dei bambini sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata, che rappresenta la causa di circa 600.000 morti infantili. In Italia, circa il 98% dei bambini è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili. E quali sono gli effetti sulla loro salute? Gli effetti dello smog sulla salute e sulla crescita dei bambini si manifestano già nel corso della gravidanza, quindi prima ancora che loro nascano. In seguito, possono subire danni ai polmoni, essere colpiti da allergie, infiammazioni polmonari o ai bronchi, e possono anche vedere compromesso il loro sviluppo cognitivo, oltre a predisporsi pericolosamente a malattie cardiovascolari.