Inquinamento dell’aria: a settembre sono già 17 i capoluoghi che hanno sforato i limiti

Nonostante i provvedimenti presi da alcune amministrazioni comunali e regionali per cercare di ridurre la concentrazione di polveri sottili nell’aria, il problema dello smog si ripresenta puntualmente. L’area più problematica è, come sempre, la pianura padana. La maglia nera spetta a Torino, con 55 giorni di sforamento dei livelli di Pm10, seguita da Alessandria e Milano.
Federico Turrisi 2 ottobre 2019

Con l'arrivo della stagione autunnale e poi di quella invernale, torna in primo piano la questione smog. Si tratta del periodo più critico dell'anno dal momento che, oltre alle polveri sottili inquinanti emesse dalle autovetture, si aggiungono quelle dovute agli impianti di riscaldamento. Eppure la situazione attuale non è già delle migliori. Ieri è uscita l'edizione speciale del rapporto Mal'aria di città 2019, realizzato da Legambiente, con i dati aggiornati a settembre. Ça va sans dire, l'area più soggetta a criticità è quella della pianura padana. Non è un caso che il report sia uscito il 1 ottobre, perché proprio a partire da questa data sono scattate per il secondo anno consecutivo le misure previste dall’"Accordo di bacino padano", che prevede il blocco della circolazione per i veicoli più inquinanti, la lotta al riscaldamento a biomasse e incentivi economici di vario tipo.

Ma che cosa dice il rapporto di Legambiente? Malgrado i provvedimenti per contrastare l'inquinamento, sono 17 i capoluoghi, tutti dell'area padana (fatta eccezione per Frosinone), che già a settembre hanno superato i 35 giorni di sforamento, consentiti annualmente, dei livelli di Pm10 (la soglia è di 50 microgrammi per metrocubo). La peggiore è Torino, con 55 giorni di sforamento; sul podio finiscono Alessandria (53) e Milano (52).

L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione, con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti

"Gli amministratori, che siano locali o regionali, troppo spesso si giustificano sulla mancata soluzione al problema dell’inquinamento atmosferico adducendo scuse come le difficili condizioni geografiche tipiche della pianura padana o la prolungata assenza di piogge in determinati periodi dell’inverno", si legge nel rapporto. Il problema è ben più ampio e, in sostanza, i blocchi del traffico non sono sufficienti. L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione, con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti. Dei circa 39 milioni di auto private circolanti sul nostro territorio il 44% è a gasolio, mentre meno dell'1% è ibrido o elettrico. Forse bisognerebbe partire da questi numeri per costruire delle politiche efficaci. Promuovere una mobilità più sostenibile è il primo passo per salvaguardare i nostri polmoni.

Fonte | "Mal'aria di città 2019 – Edizione speciale"