Israele è il primo Paese al mondo a vietare le pellicce: troppa sofferenza per gli animali

Peta e altre associazioni animaliste esultano alla notizia che finalmente Israele ha vietato il commercio, l’importazione e l’esportazione di pellicce animali. Fondamentale la battaglia combattuta dal ministro per la protezione dell’ambiente, Gila Gamliel, per arrivare a questa vittoria.
Gaia Cortese 10 Giugno 2021

L’intenzione era stata in qualche modo anticipata lo scorso ottobre dalla BBC: “Israele intende vietare l'acquisto e la vendita di pellicce animali, ad eccezione di specifici casi approvati, diventando così il primo Paese a farlo”.

La parola è stata mantenuta e Israele è diventato il primo paese al mondo a mettere al bando il commercio di pellicce. Poche ore fa, il Ministro per la protezione dell’ambiente Gila Gamliel ha rilanciato un tweet dell’associazione animalista Peta ufficializzando la vittoria ottenuta.

“L’industria del commercio della pelliccia provoca inimmaginabili sofferenze agli animali – ha aggiunto il Ministro dell’ambiente –, questo decreto trasformerà il mercato della moda israeliana rendendolo migliore sul piano del rispetto delle norme ambientali”.

Secondo quanto riferito da AGI, il decreto ministeriale entrerà in vigore entro sei mesi. Saranno quindi vietati il commercio, l'importazione e l'esportazione di pellicce animali, con l’unica eccezione per l’utilizzo per la ricerca, per lo studio e per alcune tradizioni religiose; in Israele, infatti, la pelliccia viene utilizzata per gli shreitmel, ossia i copricapi tradizionali indossati da alcuni ebrei ultraortodossi.

Oltre a PETA, sono state numerose le  associazioni animaliste che hanno reagito con entusiasmo alla vittoria di Israele. Sulla propria pagina Facebook la Anti-Fur coalition ha scritto: "In questo storico giorno, Israele ha fissato un precedente etico e si auspica che altre nazioni si uniscano e vietino la vendita barbarica e crudele di pelliccia insanguinata per la moda".

Finora solo poche città negli Stati Uniti e San Paolo in Brasile avevano vietato la vendita di tutte le pellicce animali. Speriamo che all'attuale virtuosa lista si aggiungano presto altre realtà.