Jovanotti: “Da bambino speravo che i miei si separassero. Mia madre è morta con la scomparsa di mio fratello”

In un’intervista, Jovanotti racconta il dolore della perdita del fratello Umberto e il rapporto difficile con la madre. Un ritratto personale e toccante dell’artista.
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Redazione 19 Aprile 2025

Durante una toccante intervista nel programma "Belve" condotto da Francesca Fagnani, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, si è lasciato andare a confessioni intime e profonde sulla propria infanzia, sul rapporto con i genitori e sulla tragica scomparsa del fratello Umberto.

Un racconto umano, senza filtri, in cui il cantautore ha rivelato momenti dolorosi che hanno influenzato profondamente non solo la sua vita privata, ma anche la sua musica.

“Da bambino speravo che i miei si separassero”

Jovanotti ha esordito parlando del rapporto conflittuale tra i suoi genitori, rivelando un pensiero che molti bambini potrebbero temere e che lui, invece, desiderava:

“Speravo che si separassero. C’era tensione in casa, e io volevo solo serenità.”

Un’affermazione forte, che mostra quanto la sua infanzia sia stata segnata da una convivenza familiare difficile, che ha lasciato cicatrici emotive profonde. Nonostante questo, Lorenzo racconta di essersi sempre sforzato di portare il sorriso in famiglia, assumendo il ruolo del “clown di casa”.

Il dolore della perdita: “Mia madre è morta con mio fratello”

Il momento più commovente dell’intervista arriva quando Jovanotti parla del fratello Umberto Cherubini, morto nel 2007 in un incidente aereo durante un volo di prova nei pressi di Latina. Umberto era istruttore di volo e quella tragedia ha sconvolto profondamente la famiglia.

“Dopo la sua morte, mia madre non ha più pianto. Le si sono prosciugate le lacrime, doveva usare colliri. È morta con lui, anche se è rimasta viva altri tre anni.”

La madre, Viola Cardinali, è deceduta nel 2010, ma secondo Lorenzo, aveva smesso di vivere davvero già nel momento in cui aveva perso Umberto. La morte del fratello ha segnato un punto di non ritorno per tutta la famiglia, lasciando un vuoto impossibile da colmare.

Il dolore trasformato in musica

Proprio dal dolore e dalla malinconia è nata una delle canzoni più toccanti di Jovanotti: “Le tasche piene di sassi”, che l’artista ha dedicato alla madre.

Una ballata struggente, piena di ricordi e immagini evocative, che racconta il senso di smarrimento e perdita, ma anche l’amore incondizionato verso una figura materna che resta viva nel cuore e nella memoria.

“Gliel’ho scritta per salutarla, per dirle quello che non ero riuscito a dirle a parole.”

Una testimonianza di autenticità

L’intervista ha mostrato un lato vulnerabile e sincero di Jovanotti, lontano dai palchi e dalle luci dello spettacolo. Un uomo che ha vissuto dolori profondi, ma che ha saputo trasformarli in arte, in energia positiva, in un messaggio di resilienza e verità.

Con le sue parole, Jovanotti ha regalato al pubblico un frammento autentico della sua storia personale, ricordandoci quanto anche le vite di chi è sotto i riflettori siano fatte di ferite invisibili e ricordi incancellabili. Una testimonianza di quanto il dolore, se attraversato, possa diventare forza creativa e umanità condivisa.