Con i suoi 2.300 km di lunghezza, la Barriera corallina australiana è una delle attrazioni naturali più strabilianti che si possano osservare su questa Terra. Ma per quanto tempo ancora? Una domanda che è giusto porsi visto e considerato che oggi i coralli di questa struttura marina sono nuovamente minacciati dagli effetti dei cambiamenti climatici e rischiano di perdere completamente il loro colore naturale.
Già nel 2016, come riportato in uno articolo pubblicato su Nature, la Barriera corallina australiana aveva subito uno sbiancamento senza precedenti a causa dell’innalzamento della temperatura del mare di ben 4 gradi, che aveva causato la morte di oltre il 20 per cento dei coralli.
A distanza di pochi anni, la minaccia si è ripresentata: lo scorso dicembre, infatti, le temperature nell’area del Great Barrier Reef sono state le più alte mai registrate, con livelli di calore allarmanti. A denunciarlo sono stati i ricercatori dell'agenzia meteorologica e oceanografica americana (National Oceanic and Atmospheric Administration, o Noaa), come riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Guardian.
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L'agenzia sostiene che negli ultimi tre mesi dell'anno scorso (corrispondenti alla primavera australe), lo stress termico sui coralli ha raggiunto livelli senza precedenti per quel periodo: tra la metà di novembre e quella di dicembre, infatti, su oltre l'80 per cento della barriera le temperature minime sono state più alte dei massimi registrati fino a quel momento nel medesimo periodo. Se un tale andamento delle temperature proseguirà anche nell'estate australe, i ricercatori della Noaa prevedono che possa verificarsi un nuovo sbiancamento di massa dei coralli tra febbraio e marzo.
Ma perché i coralli perdono il colore fino a diventare bianchi?
L'aumento delle temperature fa sì che le alghe unicellulari che vivono in simbiosi con i polipi del corallo non siano più in grado di fornire loro nutrimento, e che vengano espulse dallo scheletro calcareo. Ecco perché quest'ultimo diventa bianco, perché sono proprie le queste alghe a determinarne il colore. Dall’altra parte, i polipi del corallo si indeboliscono perché non hanno da mangiare e finiscono per morire.
William Skirving, ricercatore dell'Osservatorio del Noaa ha affermato che il suo team "è rimasto sorpreso, scioccato e preoccupato" quando l'analisi, che copre ogni anno dal 1985, è stata completata, e ha dichiarato: "Non c'è mai stato uno stress termico come questo nei nostri database di ricerca. Questo è quasi certamente un segnale di cambiamento climatico".