video suggerito
video suggerito
14 Ottobre 2019
16:30

La California dice basta alle pellicce e al circo con gli animali

È il primo stato americano ad approvare una legge che vieta la commercializzazione di pellicce animali (salvo alcune eccezioni). La misura entrerà in vigore a partire dal 2023. Stop anche al ricorso degli animali selvatici per gli spettacoli del circo.

13.590 condivisioni
La California dice basta alle pellicce e al circo con gli animali
Immagine

Esultano gli animalisti, con in prima fila l'organizzazione no profit che si batte per i diritti degli animali Peta (People for the Ethical Treatment of Animals). E a buon diritto. La notizia che arriva dalla California ha tutto il sapore di un avvenimento storico: è diventato il primo stato americano ad approvare una legge che vieta la produzione e la vendita di pellicce animali. Il divieto entrerà in vigore a partire dal 2023 e i trasgressori rischieranno una multa fino a 500 dollari per ogni capo, sanzione che salirà a 1000 dollari se la violazione verrà commessa più volte.

Ci sono delle eccezioni. La misura infatti non tocca la vendita di capi di seconda mano, le pellicce sintetiche, i prodotti in pelle o cuoio (provenienti quindi dalla lavorazione delle pelli dei bovini), gli animali impagliati e le pelli di cervo, pecora e capra. Fanno eccezione anche le pellicce utilizzate dai nativi per motivi tribali o religiosi. Quello della California è comunque un segnale positivo e si spera che il suo esempio venga presto seguito da altri stati americani. Già da alcuni anni importanti case di moda si stanno mostrando più attente al tema. Per esempio, lo scorso maggio Prada ha annunciato che da febbraio 2020 smetterà di usare pellicce per le sue collezioni.

Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha anche firmato un decreto che proibisce di far esibire qualsiasi animale selvatico al circo. Negli spettacoli circensi saranno ammessi soltanto gatti, cani e cavalli addomesticati. La misura non si applica però ai rodei.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.