La corrida: una tradizione in nome della crudeltà, sovvenzionata dai Fondi Europei

Nonostante l’84% dei giovani spagnoli disapprovi questo tipo di spettacolo e lo stesso Parlamento europeo non lo sostenga affatto, la corrida viene sovvenzionata dai fondi della PAC. La LAV ha prodotto una video-documentazione che mette in luce la crudeltà e l’efferatezza della condotta umana nei confronti dei tori: forse solo la mancata sovvenzione dei fondi potrebbe porre fine a questo scempio.
Gaia Cortese 25 giugno 2020

"Nel pieno delle sue energie il toro viene disorientato dai movimenti dei drappi dei toreri. Dopo di loro entra il picador a cavallo. Per sfiancare l’animale già impaurito lo colpisce sul dorso con una lancia che produce gravi lesioni e perdite di sangue all’animale. I banderilleros hanno anche il compito di trafiggere l’animale con picche in legno e dalle punte di acciaio che gli causeranno ulteriore sanguinamento e dolore. Il colpo finale è quello del matador. Con una spada chiamata estoque, opportunamente nascosta dietro al drappo rosso, dà il colpo finale al toro: la morte avverrà per soffocamento da emorragia".

Questa è la corrida. Che fosse uno spettacolo cruento, insostenibile e inaccettabile lo si sapeva già, ma la documentazione prodotta dalla Lega Antivivisezione tra fine settembre e inizio ottobre dello scorso anno ne racconta tutti gli orrori.

Nel centro del mirino le arene di Siviglia, Madrid e Algemesi. Sono queste le città da cui arrivano le immagini raccolte dalla LAV. Immagini che mostrano tutta l’agonia e la sofferenza dei tori e di come quest'ultimi, subito dopo il colpo dell’estoque, cerchino disperatamente la porta da cui sono entrati oppure si mettano con la schiena rivolta verso le barriere dell’arena, sapendo che da lì non potranno essere attaccati. Quando i tori sono ormai carne destinata al macello, vengono caricati sulla benna di una ruspa e trasportati su camion diretti alla macelleria: questo avviene in pieno giorno alla vista dei passanti, senza nessuno riguardo per i minori che assistono a questa scena.

Durante lo spettacolo i tori vengono colpiti con l’estoque in maniera scorretta, generando negli animali gravissime e lente emorragie che li porteranno a una lenta morte per soffocamento.

La sofferenza dei tori inizia ben prima di entrare in arena. Prima della corrida le corna dei tori vengono scheggiate e levigate, piazzando in cima il dado di un bullone. Lo scopo non è solo quello di preservare le corna dagli scontri tra i tori nei recinti, ma di poter applicare ai tori delle coperture fittizie in modo da rendere le corna particolarmente lunghe e affascinanti durante lo spettacolo. Le dimensioni ridotte delle corna non permettono tuttavia al toro di avere il completo controllo della percezione della distanza, agevolando così l’azione del matador.

Anche i cavalli utilizzati nella corrida non vengono trattati meglio. Sono bendati, hanno le orecchie coperte e costretti a indossare una sorta di vestiario rinforzato. Spesso vengono colpiti ripetutamente dal toro, e non di rado, finiscono pericolosamente a terra.

L’orrore è sotto gli occhi di tutti ma, nonostante sia uno spettacolo contestato da anni perché contrario all’etica e alla tutela degli animali, oltre ad essere diseducativo per i bambini che sono comunque portati ad assistervi, la corrida beneficia di finanziamenti pubblici europei.

A fine ottobre 2015 il Parlamento Europeo aveva approvato con una larga maggioranza un emendamento al bilancio 2016 che prevedeva che non si dovessero utilizzare fondi della PAC (politica agricola comune) né di qualsiasi altra linea di finanziamento europeo per sostenere economicamente attività taurine che implichino la morte del toro.

Senza le sovvenzioni della PAC, che costituiscono il 31,6% delle entrate per gli allevamenti di animali destinati alla corrida, difficilmente quest’ultimi riuscirebbero ad andare avanti. Ecco perché oggi, trovandoci di fronte a una revisione delle sovvenzioni della PAC, è quanto mai necessario introdurre delle misure che prevedano l’interruzione dello stanziamento di fondi ad allevamenti che destinano i loro tori per la corrida.