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21 Ottobre 2020
10:00

La corte di giustizia Ue dà ragione alla Francia: un Paese membro può vietare l’uso di determinati pesticidi

Parigi aveva vietato con un decreto d'urgenza l'utilizzo di due neonicotinoidi, anche se erano autorizzati dalla normativa comunitaria, perchè considerati dannosi per l'ambiente. L’associazione che riunisce i produttori di fitofarmaci si è opposta alla decisione, ma una recente sentenza della corte di giustizia europea ribadisce che è legittima la procedura seguita dal governo francese.

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La corte di giustizia Ue dà ragione alla Francia: un Paese membro può vietare l’uso di determinati pesticidi
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Potrebbe rappresentare una svolta, ma non è ancora detta l'ultima parola. La corte di giustizia dell'Unione Europea si è espressa infatti a favore della decisione presa dalla Francia di bandire sul suo territorio due sostanze chimiche usate in agricoltura come pesticidi, anche se autorizzate a livello comunitario. Una sentenza che farà sicuramente discutere: se da una parte infatti le associazioni ambientaliste esultano, dall'altra le aziende dell'agrochimica si lamentano del fatto che la presa di posizione della corte di giustizia può rappresentare un precedente che rischierebbe di mettere in ginocchio il settore. Ma ripercorriamo brevemente i fatti.

L'anno scorso il governo francese ha aggiunto con decreto d'urgenza alla lista dei neonicotinoidi già vietati dall'Unione Europea (l'imidacloprid, il clothianidin e il tiamethoxam) altre due molecole: l'acetamiprid e il thiacloprid. I neonicotinoidi, apparsi negli anni ’90, sono diventati gli insetticidi più utilizzati al mondo e sono noti per i loro effetti dannosi sull'ambiente e soprattutto sugli impollinatori, quindi api e bombi.

La mossa non è piaciuta però all'Uipp (Union des industries de la protection des plantes), l’associazione che riunisce i produttori di fitofarmaci, che ha fatto ricorso al Consiglio di Stato francese. Quest'ultimo ha a sua volta passato la questione alla corte di giustizia dell'Unione Europea, che ha dato ragione alla Francia. Il caso non è ancora chiuso: nei prossimi mesi il Consiglio di Stato francese sarà chiamato a pronunciarsi sul merito.

La sentenza della corte di Lussemburgo però ha una valenza importante, dal momento che concede a uno Stato membro la possibilità di proibire sul suo territorio nazionale un pesticida autorizzato a livello europeo. E lo può fare adottando provvedimenti d'urgenza e togliendo dal commercio il prodotto, qualora si ritenga che il composto chimico in questione rappresenti un grave rischio per la salute umana e l'ambiente. E in Italia quando si deciderà di fare un passo del genere, seguendo l'esempio della Francia?

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.