“La crisi climatica è già qui!”: i Fridays danno appuntamento al Climate Social Camp di Torino

Una cinque giorni di workshop, incontri, concerti e proiezioni di documentari che si terrà dal 25 al 29 luglio dentro al parco “Pietro Colletta”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone rispetto a una crisi climatica che “non è semplicemente uno dei tanti problemi, ma il problema principale!”. Assieme ai Fridays for Future, tante realtà ambienaliste, come gli Extinction Rebellion e Greenpeace, ma anche movimenti femministi e sindacati.
Giulia Dallagiovanna 20 Luglio 2022

"La crisi climatica non è più solo quel problema che colpisce un lontano villaggio dell'Africa, la crisi climatica è qui". Sarà questo il messaggio principale che i movimenti ambientalisti, guidati dai Fridays for Future, lanceranno durante la cinque giorni di Climate Social Camp a Torino. Lo ribadiscono più volte nel corso della conferenza stampa di presentazione: lo scopo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare le persone e far capire che il cambiamento climatico non è semplicemente uno dei tanti problemi che dobbiamo affrontare, ma il principale. L'evento si terrà dal 25 al 29 luglio dentro al parco "Pietro Colletta" del capoluogo piemontese, in contemporanea con l'incontro internazionale dei Fridays, che però non sarà aperto al pubblico.

"La forza del Camp è che riunisce tantissime realtà ambientaliste, come Greenpeace, gli Extintion Rebellion, e molti altri gruppi, associazioni e centri sociali  – spiega Marta Maroglio. – Ma non solo. Parteciperanno anche movimenti femministi come Non una di Meno, sindacati come GKS e così via, proprio perché all'interno della crisi climatica ricadono molte altre questioni sociali. Vogliamo mettere insieme tutte le voci e inziare una collaborazione per un obiettivo comune".

Chi vuole partecipare, è invitato a munirsi di tenda e sacco a pelo. Il programma è ricco di workshop, dibattiti e occasioni di incontro. I temi fondamentali toccati saranno sicuramente la giustizia climatica, le migrazioni, il ruolo dell'industria del fossile e le possibili soluzioni alla crisi che dobbiamo affrontare. Sono attese anche Greta Thumberg, che ha già dichiarato che non intende fare interventi, e Vanessa Nakate, che potrebbe invece partecipare al workshop di giovedì 28 luglio.

"Crediamo che in questo momento manchi soprattutto una corretta comunicazione della situazione – proseguono i Fridays. – I giornali parlano di caldo estremo e di siccità come fossero eventi temporanei, senza mai ricondurli in modo esplicito al cambiamento climatico. Eppure le persone iniziano ad accorgersi che manca l'acqua per irrigare i campi".

Le serate saranno dedicate a proiezioni di film e documentari sul tema, oppure a momenti musicali con gli Eugenio in via di Gioia e La Rappresentante di Lista.

Tutto si concluderà venerdì 29 luglio con un grande sciopero per il clima al quale tutti sono chiamati a partecipare. La speranza è proprio quella di fare numero e obbligare così il governo e il mondo della politica ad ascoltare e a rispondere con azioni concrete per mitigare le conseguenze del riscaldamento globale e per ridurre le emissioni inquinanti.