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16 Giugno 2020
16:00

La foresta amazzonica è sempre più indifesa e i suoi distruttori restano impuniti

Due nuovi studi mostrano la continua distruzione della foresta pluviale, a causa soprattutto delle folli decisioni del governo Bolsonaro.

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La foresta amazzonica è sempre più indifesa e i suoi distruttori restano impuniti
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La deforestazione dell'Amazzonia sta continuando ad aumentare, e il governo brasiliano di estrema destra di Jair Bolsonaro non sembra intenzionato a fermarla, anzi. A fine aprile, un video poi diffuso mostrava il ministro dell'Ambiente, Riccardo Salles, dire ai suoi collaboratori di voler approfittare dell'attuale scarsa copertura dei media (troppo concentrati sul coronavirus) per allentare le leggi sulla tutela ambientale e permettere in questo modo di accelerare nella distruzione della maggior foresta pluviale del mondo. Una follia che si accompagna alla gestione scellerata della pandemia in Brasile, con il paese sudamericano diventato il secondo al mondo per casi (oltre 700mila) dopo gli Stati Uniti.

Avevamo parlato meno di un mese fa dell'aumento della deforestazione, citando i dati del National institute of space research. E purtroppo altri due studi mostrano come la situazione stia continuando a peggiorare. Secondo il report di MapBiomas, nel 2019 il Brasile ha perso oltre 12mila chilometri quadrati di foresta, dei quali oltre il 60% riguardano l'Amazzonia. Tre quarti di questi interventi hanno avuto luogo in terreni rivendicati dagli agricoltori brasiliani, ma il 99% di questa deforestazione si sarebbe svolta in maniera illegale.

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Oggi agricoltori e allevatori in Brasile non devono faticare molto per appropriarsi di terreni e deforestarli, e il governo Bolsonaro sta cercando di approvare una legge che permetterebbe loro di occupare illegalmente delle riserve protette. Come si legge in questo studio di Human rights watch, in Brasile si conoscono bene i responsabili della deforestazione, ma dallo scorso ottobre non vengono mai multati, su decisione del governo. Il secondo studio, che porta ulteriore ombra sulla vicenda della distruzione di questa straordinaria foresta, arriva dall'organizzazione non governativa Sos Mata Atlantica, secondo cui dall'ottobre 2018 allo stesso mese del 2019 la distruzione della foresta tropicale in diciassette stati del Brasile est ha visto un aumento del 27%.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.