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11 Settembre 2020
10:00

La Germania vuole imporre il divieto di uccidere i pulcini maschi negli allevamenti

La ministra tedesca dell'Agricoltura Julia Kloekner ha presentato una proposta di legge per proibire la pratica ampiamente diffusa nell'industria avicola di sopprimere i pulcini maschi appena nati perché non sono utili alla produzione di uova. Se dovesse essere approvato, il divieto entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2022.

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La Germania vuole imporre il divieto di uccidere i pulcini maschi negli allevamenti
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Dal 2022 la Germania potrebbe dire addio alla crudele pratica dell'abbattimento di milioni di pulcini maschi appena nati. L'industria avicola infatti (anche in Italia) procede all'uccisione sistematica, di solito tramite gas o triturazione meccanica, degli esemplari di sesso maschile perché ovviamente non sono utili alla produzione di uova.

Nella giornata di ieri il ministero dell'Agricoltura tedesco, guidato da Julia Kloekner, ha presentato una proposta di legge per vietare tale procedura negli allevamenti di galline. Si stima che attualmente in Germania vengano uccisi ogni anno 45 milioni di pulcini maschi neonati. Se dovesse essere approvato il nuovo disegno di legge, il divieto entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2022. Da quel momento in poi il sesso degli animali dovrà essere determinato nell'uovo e dal 2024, prevede la proposta di legge, partirà una seconda fase in cui sarà necessario utilizzare strumenti tecnologici efficaci per l'identificazione del sesso prima del settimo giorno di incubazione, ossia prima che gli embrioni possano provare dolore. "L'uccisione dei pulcini di un giorno è eticamente inaccettabile", ha affermato la ministra Kloeckner, per la quale il nuovo disegno di legge segna una pietra miliare in Germania per il benessere degli animali.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.