La grande invasione di locuste che sta mettendo in ginocchio l’Africa (e non fa abbastanza rumore)

L’area più colpita è il Corno d’Africa. Miliardi di insetti, provenienti dallo Yemen, stanno distruggendo piante e raccolti in una regione già a rischio emergenza alimentare, tant’è che secondo l’Onu sono più di 20 milioni le persone che rischiano di morire di fame a causa della nuova migrazione delle locuste. La causa di una simile calamità? Il cambiamento climatico.
Federico Turrisi 13 febbraio 2020

C'è un'altra emergenza in corso, oltre a quella legata a Covid-19, il nuovo coronavirus cinese partito da Wuhan, ma non sembra che qui da noi la gente (i media in primis) sia particolarmente turbata da tutto ciò. Forse perché riguarda l'Africa, il continente dimenticato per antonomasia. Stiamo parlando dell'invasione di locuste, la peggiore degli ultimi decenni, che da settimane sta causando la devastazione di intere regioni del Corno d'Africa e si sta espandendo ad altri stati africani come Uganda e Tanzania. La situazione è drammatica, e per di più ad essere colpite sono aree molto povere del pianeta. Come si dice in questi casi, piove sul bagnato. Ma vediamo meglio di capire che cosa sta succedendo e soprattutto perché si è arrivati a questo. Spoiler: il peggio deve ancora arrivare.

Che cosa sono le locuste?

Se conservi qualche ricordo del catechismo, saprai che nella Bibbia l'invasione delle locuste era una delle 10 piaghe d'Egitto. E la ragione è molto semplice: i danni che fanno questi animali sono davvero ingenti. Locusta è il nome comune di un insetto ortottero della famiglia degli Acrididi. Durante la fase solitaria è innocua, ma quando si trova in fase gregaria è in grado di devastare interi raccolti. La locusta è infatti un insetto molto vorace. Pensa che in uno sciame si possono contare (approssimativamente, è ovvio) tra i 40 e gli 8o milioni di esemplari adulti e in un solo giorno possono spazzare via la stessa quantità di cibo che consumerebbero 35 mila persone e di divorare circa 1,8 milioni di tonnellate di vegetazione. Uno sciame, inoltre, è capace di percorrere anche 150 chilometri al giorno.

Che cosa sta accadendo in Africa?

Le locuste che stanno devastando l'Africa centro-orientale provengono dallo Yemen, ossia dalla penisola arabica. Dei motivi che hanno determinato questa migrazione parleremo dopo. Per ora ti basta sapere che la proliferazione è stata favorita dalle piogge dello scorso autunno: le locuste hanno infatti bisogno di un terreno umido e sabbioso per deporre le uova. Dall'inizio dell'anno nuovo hanno cominciato a imperversare, come dicevamo, anche nel settore orientale del continente africano.

Il primo paese a dichiarare lo stato di emergenza è stata la Somalia, già stremata da anni di conflitto. Gli altri stati più colpiti sono l'Etiopia, il Gibuti e il Kenya. Milioni gli ettari di terreno letteralmente cancellati dagli insetti: non ci sono ancora dati a disposizione sull'entità precisa del danno. Il problema si sta allargando anche ad Uganda e Tanzania. Dopo i primi avvistamenti degli insetti nella regione di confine di Karamoja, il governo ugandese ha comunicato che sta per essere messo in atto un piano speciale di contenimento, che prevede l'uso massiccio di pesticidi e perfino il coinvolgimento delle forze armate. Il commissario regionale del Kilimangiaro, Anna Mgwira, ha confermato alla Bbc gli avvistamenti nei pressi della città di Moshi, al confine con il Kenya, e ha dichiarato che anche il governo della Tanzania sta preparando un piano per affrontare l'imminente pericolo. Si stima che complessivamente siano tra i 100 e i 200 miliardi gli esemplari di locuste in movimento.

L'appello degli organismi internazionali

I principali enti sovranazionali che stanno monitorando la situazione sono le Nazioni Unite e la Fao, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura. Quest'ultima, in particolare, cura un bollettino in costante aggiornamento sulle invasioni di locuste nel mondo. Il direttore per le emergenze della Fao, Dominique Burgeon, ha lanciato un appello alla comunità internazionale per raccogliere 76 milioni di dollari da destinare alle comunità colpite dalla calamità. Al momento ne sono stati ricevuti poco più di 20, circa la metà dei quali proveniva da un fondo di emergenza delle Nazioni Unite. "Senza un'azione rapida, dovremo affrontare una crisi umanitaria in rapida espansione. Gli sciami di locuste aumentano in maniera esponenziale", ha affermato il direttore generale della Fao Qu Dongyu.

La situazione presente ha assunto una portata internazionale perché rappresenta una minaccia per la sicurezza alimentare di un'intera regione. Il problema principale è proprio questo: la carestia che conseguirà dalla devastazione provocata dagli sciami di locuste.  "Ci sono 13 milioni di persone in una condizione di insicurezza alimentare acuta, di cui 10 milioni nei luoghi colpiti dalle locuste", ha spiegato il capo degli affari umanitari dell'Onu, Mark Lowcock. Di questo passo la situazione umanitaria potrebbe aggravarsi ancora di più e il numero di persone a rischio di insicurezza alimentare potrebbe salire a 20 milioni. Senza contare i danni per gli animali, sia selvatici sia allevati, che rischiano di morire per mancanza di cibo. La principale preoccupazione è legata poi all'inizio della stagione delle piogge a marzo. Sempre secondo la Fao, senza interventi tempestivi ed efficaci, entro giugno il numero degli insetti potrebbe aumentare di 500 volte.

Perché ci dovremmo preoccupare?

Ora arriviamo al cuore di questa vicenda, alla morale della favola. Si possono evitare catastrofi di questo genere? Per quali motivi accadono? Qua entra in gioco un fattore determinante chiamato cambiamento climatico. La causa di tutto ciò è infatti l'aumento della temperatura globale. Spieghiamoci meglio. Le piogge che hanno bagnato il Corno d'Africa da ottobre a dicembre 2019, preparando il terreno adatto alla proliferazione delle locuste, sono state fino al 400% superiori alla normale quantità di precipitazioni.

Quest'ondata anomala di piogge è stata causata dalla fase positiva del dipolo dell'Oceano Indiano. Tale fenomeno, accentuato dai cambiamenti climatici, è responsabile anche della siccità prolungata in Australia. Ma di che cosa si tratta, ti starai chiedendo. In sostanza, si parla di dipolo positivo dell'Oceano Indiano quando le temperature della superficie marina sono più elevate nella metà occidentale dell’oceano in questione, e più basse in quella orientale. Il che significa aria umida sulle coste africane e aria secca su quelle australiane.

Chiaro, no? Ora capisci perché Greta Thunberg dice che le persone stanno soffrendo e morendo a causa dei cambiamenti climatici? L'attuale invasione di locuste ne è la dimostrazione concreta. Attualmente le conseguenze le pagano maggiormente proprio gli stati più vulnerabili, come in questo caso quelli africani, ma un giorno potrebbe arrivare il nostro turno.

Nell'immediato dunque la misura per controllare la proliferazione delle locuste, come indica Richard Munang, coordinatore per l'Unep (United Nations Environment Programme) del programma sul cambiamento climatico in Africa, è il ricorso a insetticidi organofosfati, che si possono irrorare dai veicoli e dagli aerei. Dobbiamo però avere ben chiara anche una visione d'insieme del problema. Sostanzialmente, per prevenire questi fenomeni dobbiamo cercare di contenere il più possibile il riscaldamento globale. Come? Riducendo le emissioni di gas serra, e quindi eliminando fin da subito l'utilizzo dei combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. È questa la sfida enorme a cui si trova di fronte l'umanità.