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7 Agosto 2020
15:30

La Grecia dice addio alla macellazione dei cavalli: d’ora in poi saranno equiparati a cani e gatti

Il 29 luglio è stato aggiunto un emendamento alla legge che tutela cani e gatti, a cui ora si affiancano anche i cavalli. Sarà vietato ucciderli per produrre carne, ma anche medicinali e altri prodotti.

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La Grecia dice addio alla macellazione dei cavalli: d’ora in poi saranno equiparati a cani e gatti
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Dalla fine del luglio di quest’anno, in Grecia, i cavalli sono visti dalla legge esattamente come cani o gatti. Di conseguenza, ne è vietata la macellazione e l’uccisione per fabbricare pelle, medicinali o carne. Si tratta dell’ultima vittoria delle associazioni Hellenic Animal Welfare Federation e Ippothesis, che da tempo combattono contro la macellazione di questi animali, soprattutto dal momento che, non essendo presenti macelli equini sul territorio, la maggior parte avvenivano illegalmente.

Una pratica, quella della macellazione dei cavalli, divenuta più frequente con il lockdown ma pericolosa anche dal punto di vista sanitario. Così, con tutti i rischi del periodo, ha ceduto anche la politica. Dal 29 luglio 2020, infatti, è stato inserito un emendamento alla legge 4711 del 2012 a tutela dei cani e dei gatti, a cui ora si aggiungono i cavalli, come recita proprio l’articolo 17: “È vietato l’allevamento e l’utilizzo di animali per i combattimenti e per le attività correlate. È vietato altresì allevare e utilizzare cani, gatti e cavalli per la produzione di pellicce, cuoio, carne o per la fabbricazione di medicinali o altre sostanze.”

E la risposta delle realtà italiane non si è fatta attendere. Infatti, in Italia la macellazione dei cavalli è una pratica molto diffusa, ma le associazioni a tutela degli equini non demordono, forti anche di risultati come quello della Grecia.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.