La Liguria dichiara l’emergenza climatica: è la seconda regione italiana

La giunta ligure ha approvato un documento con il quale la regione si impegna a dare la massima priorità nell’agenda politica al contrasto al cambiamento climatico e a prendere delle misure per contenere l’aumento della temperatura globale. Applaudono i ragazzi di Fridays for Future presenti alla votazione.
Federico Turrisi 10 luglio 2019

Anche le istituzioni forse cominciano a muoversi per affrontare la crisi climatica. E questa è sicuramente una buona notizia. Dopo la Toscana, la Liguria è la seconda regione italiana a prendere l'impegno di dichiarare lo stato di emergenza climatica. Ieri 9 luglio è stato approvato per alzata di mano all'unanimità dalla giunta guidata da Giovanni Toti un ordine del giorno che in sostanza ha recepito le istanze proposte dai ragazzi del Fridays for Future. I giovani attivisti erano presenti alla votazione e hanno applaudito alla decisione presa dalla giunta. A settembre dovrebbe arrivare una mozione con le prime disposizioni e le prime misure concrete.

Nel testo approvato si legge che il presidente della giunta e l'assessore competente si impegnano ad attivare "ogni possibile contributo all'interno delle competenze della Regione per contenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi (come prevede l'accordo di Parigi del 2015, ndr) e fissare un obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas climalternati entro il 2030″. Tra i punti proposti dagli attivisti di Fridays for Future e approvati dal Consiglio Regionale ligure anche la progettazione di una "conversione ecologica dell'economia a partire da un radicale mutamento nella produzione e negli usi dell'energia e da un Green New Deal in grado di coniugare traguardi di sviluppo sostenibile e di giustizia sociale". Un atto politico di grande rilievo, che si spera venga presto imitato. Adesso, però, dalle parole si dovrà passare ai fatti.