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10 Luglio 2019
15:00

La pesciolina Dory si trasforma in una scultura che mangia la plastica sulla spiaggia di Focene

La pancia di Saving Dory, opera realizzata con materiali di riciclo dall'artista Miguel Angel Giglio Bravo, verrà riempita con i rifiuti di plastica ritrovati nello stabilimento balneare di Cabiria Slow Beach, a Focene (provincia di Roma). Obiettivo, sensibilizzare sul tema dell'inquinamento dell'ecosistema marino.

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La pesciolina Dory si trasforma in una scultura che mangia la plastica sulla spiaggia di Focene
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Anche Dory si schiera contro i rifiuti in spiaggia e ti ricorda l'importanza di tenere pulito l'ambiente che ti ospita. Chi meglio della pesciolina smemorata può essere la paladina in difesa dei mari. È lei la protagonista di un'installazione permanente collocata presso lo stabilimento balneare Cabiria Slow Beach, al confine con la riserva naturale di Focene Sud, a poche centinaia di metri dalle piste dell'aeroporto di Fiumicino. Si tratta di un contenitore, realizzato con materiali di riciclo, dove finiranno tutti i rifiuti di plastica ritrovati sulla spiaggia di Focene. Autore dell'opera "Saving Dory", che è stata inaugurata lo scorso 7 luglio, è lo scultore italo-cileno Miguel Angel Giglio Bravo.

L'obiettivo dell'iniziativa è chiaro: sensibilizzare i frequentatori dello stabilimento balneare (e non solo) sui danni del marine litter, l'inquinamento marino dovuto alla presenza di rifiuti solidi. Un monito dunque a non disperdere la plastica nell'ambiente e un invito a raccogliere quella che si veda abbandonata in giro. "Vogliamo tutti insieme fare la differenza, contribuire a rendere la sostenibilità una consuetudine e a far fiorire un turismo etico del mare", si legge nella pagina Facebook del Cabiria Slow Beach. Un esempio sicuramente da seguire, per non vedere più le nostre spiagge rese irriconoscibili dalla sporcizia. E per non vedere qualche altra Dory soffocata dalla plastica.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.