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15 Aprile 2022
12:00

La plastica è dappertutto: ora ha inquinato anche l’Artico

Una ricerca ha trovato plastiche e microplastiche nei mari, sui fondali, sulle spiagge e sui ghiacci del Polo Nord.

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La plastica è dappertutto: ora ha inquinato anche l’Artico
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La plastica da anni sta inquinando il mondo, e non esiste ormai luogo immune a questo grave problema ambientale. Secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista Nature reviews earth & environment e intitolato Plastic pollution in the Arctic, l'inquinamento da plastica ha raggiunto anche l'Artico.

Il team di ricercatori ha rilevato elevate concentrazioni di detriti di plastica e microplastica nell'acqua, sui fondali, sulle spiagge e addirittura nel ghiaccio e nella neve di tutto l'Artico, anche in aree non coinvolte dalle attività umane.

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Una parte di questa plastica arriva da fonti locali, come la pesca, le acque di scarico, le attività industriali offshore, ma anche le regioni lontane danno un contributo sostanzioso all'inquinamento. La plastica viene infatti trasportata dalle latitudine basse all'Artico attraverso le correnti oceaniche, atmosferiche, i fiumi e il trasporto marittimo (le navi).

Una volta giunto nella zona più a nord del mondo, l'inquinamento da plastica si accumula in certe aree, con effetti devastanti sugli ecosistemi naturali e sulla fauna locale. I mammiferi marini, gli uccelli, i pesci e anche gli invertebrati ingeriscono plastica e microplastica di continuo, anche al Polo Nord.

In una zona già martoriata dalla crisi climatica (l'Artico si scalda a una velocità tripla rispetto al resto del mondo), la plastica è un'altra grave emergenza ambientale, per altro connessa al riscaldamento globale, perché la produzione di plastica è responsabile di circa il 5% di tutte le emissioni.

Se anche la produzione di plastica venisse fermata oggi, si legge nella ricerca, i frammenti della plastica già in circolazione avrebbero un impatto comunque devastante sull'ecosistema artico. Per questo, i ricercatori chiedono interventi urgenti per diminuire la produzione e l'utilizzo di plastica, inseguire un'economia circolare e un corretto smaltimento dei rifiuti.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.