La plastica può essere sostenibile? Sì, e lo dimostrano gli imballaggi creati da un’azienda di Gallarate

La MPG Spa, azienda specializzata nella produzione di imballi rigidi in plastica termoformata, ha sviluppato un packaging alimentare rigido che unisce materiali rinnovabili a base vegetale a quelli plastici. Una soluzione innovativa che le ha permesso di ottenere la certificazione ISCC – International Sustainability & Carbon Certification.
Federico Turrisi 6 Settembre 2020

La plastica è un nemico dell'ambiente? A vedere le immagini degli oceani e delle spiagge piene zeppe di rifiuti plastici, che impiegano secoli a biodegradarsi, verrebbe quasi spontaneo rispondere di sì. Ma a pensarci bene, è l'uomo il peggiore nemico dell'ambiente. Non è solo la logica dell'usa e getta, ma è anche lo scorretto smaltimento della plastica a determinare la piaga del marine litter.

Esistono realtà in Italia che realizzano manufatti in plastica e che allo stesso tempo seguono la stella polare dell'ecosostenibilità e dell'economia circolare. Prendiamo l'esempio della MPG Spa, azienda industriale di Gallarate (in provincia di Varese) specializzata nella produzione di imballaggi rigidi in plastica termoformata ed iniettata per confezionare alimenti.

È stata la prima impresa italiana a essersi guadagnata recentemente la certificazione Iscc (International Sustainability & Carbon Certification) per il suo packaging alimentare che, oltre alla plastica, si serve di materiali rinnovabili a base vegetale in maniera sostenibile a livello sociale ed ambientale. L'obiettivo è quello di promuovere un consumo responsabile e offrire al consumatore la possibilità di scegliere prodotti confezionati con imballi rigidi derivanti da materia prima con ridotto impatto ambientale.