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6 Settembre 2020
18:00

La plastica può essere sostenibile? Sì, e lo dimostrano gli imballaggi creati da un’azienda di Gallarate

La MPG Spa, azienda specializzata nella produzione di imballi rigidi in plastica termoformata, ha sviluppato un packaging alimentare rigido che unisce materiali rinnovabili a base vegetale a quelli plastici. Una soluzione innovativa che le ha permesso di ottenere la certificazione ISCC – International Sustainability & Carbon Certification.

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La plastica può essere sostenibile? Sì, e lo dimostrano gli imballaggi creati da un’azienda di Gallarate
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La plastica è un nemico dell'ambiente? A vedere le immagini degli oceani e delle spiagge piene zeppe di rifiuti plastici, che impiegano secoli a biodegradarsi, verrebbe quasi spontaneo rispondere di sì. Ma a pensarci bene, è l'uomo il peggiore nemico dell'ambiente. Non è solo la logica dell'usa e getta, ma è anche lo scorretto smaltimento della plastica a determinare la piaga del marine litter.

Esistono realtà in Italia che realizzano manufatti in plastica e che allo stesso tempo seguono la stella polare dell'ecosostenibilità e dell'economia circolare. Prendiamo l'esempio della MPG Spa, azienda industriale di Gallarate (in provincia di Varese) specializzata nella produzione di imballaggi rigidi in plastica termoformata ed iniettata per confezionare alimenti.

È stata la prima impresa italiana a essersi guadagnata recentemente la certificazione Iscc (International Sustainability & Carbon Certification) per il suo packaging alimentare che, oltre alla plastica, si serve di materiali rinnovabili a base vegetale in maniera sostenibile a livello sociale ed ambientale. L'obiettivo è quello di promuovere un consumo responsabile e offrire al consumatore la possibilità di scegliere prodotti confezionati con imballi rigidi derivanti da materia prima con ridotto impatto ambientale.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.