La Polonia si prepara a dare un taglio agli allevamenti di animali da pelliccia (salvo sorprese)

La Camera dei Deputati polacca ha approvato una nuova legge per la tutela degli animali, che, oltre a introdurre limitazioni per l’allevamento di visoni, volpi e cincillà, prevede il divieto di macellazione rituale e di uso di animali nei circhi. La legge ora deve passare al vaglio del Senato. La Polonia è il terzo produttore mondiale di pellicce dopo Danimarca e Cina.
Federico Turrisi 28 settembre 2020

Dall'essere uno dei Paesi leader nel commercio di pellicce a diventare un potenziale riferimento per tutta Europa in materia di diritti degli animali. Sarebbe un'autentica rivoluzione per la Polonia, che è il terzo produttore mondiale di pellicce dopo la Danimarca e la Cina e nel suo territorio conta oltre 550 aziende dove vengono allevati circa 5,2 milioni di visoni, 70 mila cincillà e 35 mila volpi proprio per la produzione di articoli di pellicceria. Adesso, però, Varsavia sembra voler prendere un'altra direzione.

Nella serata del 17 settembre la camera bassa del Parlamento polacco ha infatti approvato una nuova proposta di legge sulla tutela degli animali che limita la possibilità di allevamento degli animali da pelliccia sul territorio nazionale. Tra le altre misure troviamo il divieto di impiegare animali nei circhi, il divieto di macellazione rituale (eseguita cioè senza lo stordimento preventivo) e maggiori tutele per cani e gatti nei rifugi.

La proposta di legge è fortemente sostenuta da Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito al governo Diritto e giustizia (Pis), che è un grande amante dei gatti. La votazione sul nuovo provvedimento ha determinato, tra l'altro, una spaccatura all'interno della maggioranza, con alcuni importanti esponenti del governo, tra cui il ministro dell'agricoltura Krzysztof Ardanowski e il ministro della giustizia Zbigniew Ziobro, che si sono espressi contro la legge. A favore di quest'ultima hanno votato invece i maggiori gruppi di opposizione.

Adesso la palla passa al Senato polacco, che a partire dal 18 settembre ha 30 giorni a disposizione per approvare il disegno di legge. In caso di approvazione, spetterà al Presidente della Repubblica di Polonia Andrzej Duda firmarlo e convertirlo così in una legge effettiva. Dietro l'angolo però si nascondono delle insidie e la discussione in Senato (dove Kaczynski non ha la maggioranza) si preannuncia tutt'altro che una formalità. La proposta di legge ha infatti scatenato le proteste degli allevatori e degli operatori del settore che ne reclamano il ritiro.